Data della tavola dell'altare 1626 (≈ 1626)
Prova dell'antica esistenza della cappella.
1718
Fare la meridiana
Fare la meridiana 1718 (≈ 1718)
Graveto sulle pareti est e sud.
1741
Graffiti datati
Graffiti datati 1741 (≈ 1741)
Tracce storiche sulle pareti.
1841
Interno dipinto decoro
Interno dipinto decoro 1841 (≈ 1841)
Data probabile di affreschi interni.
21 mars 1995
Registrazione delle meridiane
Registrazione delle meridiane 21 mars 1995 (≈ 1995)
Protezione per monumenti storici.
13 janvier 1997
Registrazione della cappella
Registrazione della cappella 13 janvier 1997 (≈ 1997)
Classificazione completa del monumento.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Le due meridiane del 1718 situate sulle facciate orientali e meridionali della cappella (Box D 933): iscrizione per decreto del 21 marzo 1995 - Cappella (causa D 933): entrata per ordine del 13 gennaio 1997
Dati chiave
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Il testo sorgente non menziona alcun nome.
Origine e storia
La cappella Saint-André-et-Sainte-Lucie du Grand-Parcher, situata in Vallouise-Pelvoux nelle Hautes-Alpes, è un edificio religioso costruito principalmente nel XVII e XVIII secolo, con aggiunte nel XIX secolo. Le sue pareti calcaree grigie grossolanamente quadrate contrastano con le vetrate, mentre il suo interno si distingue per due campate ad arco e uno stand in legno. Un campanile con una baia domina la facciata anteriore, coperta da un padigeon come l'interno. Due meridiane, datate 1718 e incise sulle pareti est e sud, così come i graffiti del 1741, testimoniano la sua ricca storia.
La decorazione dipinta, probabilmente realizzata nel 1841, corrisponde alla data parziale "18[4.]" visibile sulla facciata sopra la porta. La pittura dell'altare, datata 1626, attesta l'antica presenza della cappella già nel XVII secolo. Gli elementi protetti includono le meridiane (registrate nel 1995) e la cappella stessa (registrata nel 1997), ora di proprietà del comune. La sua architettura modesta ma caratteristica riflette le tradizioni locali della costruzione religiosa alpina.
Il terreno e le pietre arenaria tagliate, sporgenti dalla parete gable, aggiungono un tocco decorativo raro per questo tipo di edificio rurale. La cappella, sebbene discreta, illustra l'evoluzione delle pratiche artistiche e religiose nelle Alpi meridionali, tra semplicità architettonica e progressiva arricchimento. Il suo stato attuale, combinando tracce del XVII, XVIII e XIX secolo, lo rende una preziosa testimonianza del patrimonio alpino.
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