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Chapelle Saint-André-et-Sainte-Lucie du Grand-Parcher de Vallouise à Vallouise dans les Hautes-Alpes

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Chapelle baroque et classique
Art baroque savoyard

Chapelle Saint-André-et-Sainte-Lucie du Grand-Parcher de Vallouise

    Grand Parcher
    05290 Vallouise-Pelvoux
Proprietà del comune
Crédit photo : Malorcng - Sous licence Creative Commons

Timeline

Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1600
1700
1800
1900
2000
1626
Data della tavola dell'altare
1718
Fare la meridiana
1741
Graffiti datati
1841
Interno dipinto decoro
21 mars 1995
Registrazione delle meridiane
13 janvier 1997
Registrazione della cappella
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Le due meridiane del 1718 situate sulle facciate orientali e meridionali della cappella (Box D 933): iscrizione per decreto del 21 marzo 1995 - Cappella (causa D 933): entrata per ordine del 13 gennaio 1997

Dati chiave

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Origine e storia

La cappella Saint-André-et-Sainte-Lucie du Grand-Parcher, situata in Vallouise-Pelvoux nelle Hautes-Alpes, è un edificio religioso costruito principalmente nel XVII e XVIII secolo, con aggiunte nel XIX secolo. Le sue pareti calcaree grigie grossolanamente quadrate contrastano con le vetrate, mentre il suo interno si distingue per due campate ad arco e uno stand in legno. Un campanile con una baia domina la facciata anteriore, coperta da un padigeon come l'interno. Due meridiane, datate 1718 e incise sulle pareti est e sud, così come i graffiti del 1741, testimoniano la sua ricca storia.

La decorazione dipinta, probabilmente realizzata nel 1841, corrisponde alla data parziale "18[4.]" visibile sulla facciata sopra la porta. La pittura dell'altare, datata 1626, attesta l'antica presenza della cappella già nel XVII secolo. Gli elementi protetti includono le meridiane (registrate nel 1995) e la cappella stessa (registrata nel 1997), ora di proprietà del comune. La sua architettura modesta ma caratteristica riflette le tradizioni locali della costruzione religiosa alpina.

Il terreno e le pietre arenaria tagliate, sporgenti dalla parete gable, aggiungono un tocco decorativo raro per questo tipo di edificio rurale. La cappella, sebbene discreta, illustra l'evoluzione delle pratiche artistiche e religiose nelle Alpi meridionali, tra semplicità architettonica e progressiva arricchimento. Il suo stato attuale, combinando tracce del XVII, XVIII e XIX secolo, lo rende una preziosa testimonianza del patrimonio alpino.

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