Costruzione del coro primitivo XIIe ou XIIIe siècle (≈ 1350)
Coro in rovine oggi visibile.
Fin XVe siècle
Reshuffle gotico
Reshuffle gotico Fin XVe siècle (≈ 1595)
Arco trionfale, navata e porte laterali rosso.
XIXe siècle
Restauro della parete del campanile
Restauro della parete del campanile XIXe siècle (≈ 1865)
L'unica baia ridisegna in questo momento.
21 juin 1971
Monumento storico
Monumento storico 21 juin 1971 (≈ 1971)
Registrazione mediante decreto ministeriale.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Chapelle Saint-Caprais (ex) (Box B 667): iscrizione per ordine del 21 giugno 1971
Dati chiave
Seigneurs de la Barathée - I proprietari locali
Usa la porta laterale destra.
Origine e storia
La Cappella di Saint-Caprais de Bouloc, situata nel villaggio di Bouloc-en-Quercy, è un edificio romanico, profondamente ristrutturato alla fine del XV secolo. Si distingue per la sua abside semicircolare ad arco cul-de-four, tipica dell'architettura romanica, mentre il suo arco trionfale rotto e la sua navata sono stati ricostruiti in stile tardo gotico. La facciata, forata da una porta a arco rotta, sostiene un unico campanile a baia, restaurato nel XIX secolo. Due porte laterali, ora estinte, una volta ritmizzata la navata: quella a sinistra, conosciuta come la porta dei morti, era riservata ai morti, mentre quella a destra era usata dai signori locali della Barathea.
Il vicino coro rovinato appartiene ad un precedente edificio probabilmente risalente al XII o XIII secolo. Questa vestigia testimonia una precedente occupazione religiosa sul sito. La cappella, classificata come Monumento Storico con decreto del 21 giugno 1971, è ora di proprietà del comune. Il suo piano semplice e le successive modifiche riflettono gli sviluppi architettonici e liturgici della regione, tra il Medioevo e l'era moderna.
Il sito fa parte dello storico paesaggio di Quercy, un'area caratterizzata da una fitta rete di piccole chiese rurali e cappelle seigneuriali. Questi edifici hanno svolto un ruolo centrale nella vita comunitaria, servendo come luoghi di culto, sepoltura e assemblea. La distinzione tra la porta dei morti e l'ingresso seigneuriale illustra la stratificazione sociale del tempo, dove le pratiche funerarie e i privilegi nobliari intrecciati nello spazio sacro.
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