Morte di Donat du Val vers 535 (≈ 535)
Nascita del pellegrinaggio sulla sua tomba.
1018
Donazione a Saint Andrew Abbey
Donazione a Saint Andrew Abbey 1018 (≈ 1018)
Guillaume II della Provenza cedette il priorato.
XIe siècle (1030-1060)
Costruzione della cappella
Costruzione della cappella XIe siècle (1030-1060) (≈ 1045)
Data recente di Saint-Donat-le-Majeur.
XIVe siècle
Collegamento a Ganagobie
Collegamento a Ganagobie XIVe siècle (≈ 1450)
Sotto l'abbazia fino al 1787.
1959
Classificazione monumento storico
Classificazione monumento storico 1959 (≈ 1959)
Protezione ufficiale dell'edificio.
années 1970
Inizio dei restauri
Inizio dei restauri années 1970 (≈ 1970)
Salvare dopo l'uso come un gregge.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Chapelle Saint-Donat (cad
Dati chiave
Donat du Val - Ermite
Vive lì fino alla sua morte intorno al 535.
Guillaume II de Provence - Conte di Provenza
Dona il priorato nel 1018.
Origine e storia
La cappella Saint-Donat, situata a Montfort nelle Alpi-de-Haute-Provence, è un esempio emblematico della prima arte romanica provenzale. Costruito tra il 1030 e il 1060, fa parte di un antico complesso monastico legato all'eremita Donat du Val, che morì intorno al 535, la cui tomba attrasse i pellegrini. La sua architettura sobria, in cornici in pietra, riflette la semplicità delle costruzioni romaniche meridionali.
La cappella fu originariamente data nel 1018 da Guglielmo II di Provenza all'Abbazia di S. Andrea del Monte Andaon, poi attaccata all'Abbazia di Ganagobia nel XIV secolo fino al 1787. Usato come abitazione e ovina, fu classificato come monumento storico nel 1959 e restaurato dagli anni '70. Il suo piano basilicale, ad alta navata, collaterale e transetto non perpendicolare, lo rende un raro edificio in Alta Provenza.
Il lato letto, costituito da un'abside centrale e due absidioli semicircolari, è sormontato da un unico campanile a baia. La parete nord, cieca e la parete sud traforata da cinque baie illustrano le tradizioni dell'arte romanica alpina. La navata, alta 10,2 metri, e i lati stretti, arcuati in un quarto di cerchio, testimoniano un'ingegneria adatta a vincoli locali. I fori dei bulloni visibili sulle facciate ricordano le tecniche di costruzione medievali.
La cappella, lunga 22,85 metri, si distingue per la sua parete campanaria situata sul transetto e la sua facciata occidentale ornata da finestre gemellate sotto un arco di scarico. Il suo eccellente stato di conservazione, dopo secoli di uso secolare, lo rende una delle chiese più antiche e più notevoli del dipartimento, celebrata per la sua durezza e autenticità.
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