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Chapelle Saint-Jean de Saint-Plancard en Haute-Garonne

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Chapelle
Haute-Garonne

Chapelle Saint-Jean de Saint-Plancard

    24 Saint-Jean
    31580 Saint-Plancard
Chapelle Saint-Jean de Saint-Plancard
Chapelle Saint-Jean de Saint-Plancard
Chapelle Saint-Jean de Saint-Plancard
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Chapelle Saint-Jean de Saint-Plancard
Chapelle Saint-Jean de Saint-Plancard
Chapelle Saint-Jean de Saint-Plancard
Chapelle Saint-Jean de Saint-Plancard
Chapelle Saint-Jean de Saint-Plancard
Crédit photo : Cucdeterra - Sous licence Creative Commons

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1100
1200
1900
2000
XIe siècle
Costruzione iniziale
1945
Scoperta di dipinti
9 décembre 1946
Classificazione MH
1950-1964
Restauro di vernice
2010
Studio di dipinti
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Chapelle Saint-Jean e cimitero (cad. 544, 545): classificazione per ordine del 9 dicembre 1946

Dati chiave

Georges Fouet - Archeologo e insegnante Scopritore di resti Gallo-Romani nel 1945.
Abbé Ajustro - Curé de Saint-Plancard Iniziatore di vernice stripping nel 1945.
Abbé Laffargue - Curé de Miramont Collaborando negli scavi del 1945.
Jean-Marc Stouffs - Ripristino vernice Autore dello studio del 2010.
Marcel Durliat - Storico dell'arte Studiò la cappella nel 1978.

Origine e storia

La cappella Saint-Jean-des-Vignes di Saint-Plancard, elencata come monumento storico nel 1946, è un raro esempio di architettura romanica a doppia abside, con una navata che termina con due emicli opposti. Costruito nel XII secolo sulle fondamenta di una chiesa paleocristiana stessa eretta su un tempio pagano, conserva elementi gallo-romani riutilizzati: altari votivi, cippe funerarie, statue e sarcofago. Il suo piano insolito, completato una volta da un transetto e due apsidioli (uno dei quali è scomparso), riflette un adattamento regionale delle cappelle di montagna.

Gli scavi effettuati nel 1945 da Abbé Ajustro, Abbé Laffargue e l'archeologo Georges Fouet rivelarono dipinti romanici dell'XI e del XII secolo, parzialmente restaurati negli anni '50 e '64. Questi affreschi, riscoperti sotto un rivestimento, così come resti gallo-romani (comprese le offerte al dio Sutugius, assimilate a Marte), attestano la sovrapposizione di culti su questo sito. La cappella, situata su un asse del pellegrinaggio a Santiago de Compostela, ospitava anche oggetti funerari romani esposti in situ, come urne cinematiche e frammenti stele.

L'edificio, una proprietà comune, è ora chiuso a causa dello stato degradato del suo tetto. La sua storia archeologica è stata documentata da esperti come Marcel Durliat e Jean Rocacher, mentre i dipinti sono stati accuratamente studiati, in particolare da Jean-Marc Stouffs nel 2010. Elementi mobili (altari, statue, sarcofago) sono protetti come monumenti storici, illustrando la ricchezza del patrimonio di questo sito all'incrocio di epoche antiche, paleo-cristiane e medievali.

La parete sud, in parte risalente al Settecento (porta del 1759), contrasta con l'originale struttura romanica. Le pareti gocciolanti occidentali, rinate in questo momento, testimoniano gli adattamenti tardivi. Il campanile, accanto alla parete sud, completa questo atipico complesso architettonico, dove si fondono antichi riusanze, simbolismo religioso e tracce di pellegrini medievali. La cappella rimane una pietra miliare importante nel patrimonio occitano, legato alla storia culturale dell'Alta Gallina.

Collegamenti esterni