Presumibilmente costruzione XVe siècle (≈ 1550)
Periodo probabile di costruzione della cappella.
1580
Registrazione sulla facciata
Registrazione sulla facciata 1580 (≈ 1580)
Menzione *Ora Pro Nobis* e data incisa.
1789-1799
Vendita come un bene nazionale
Vendita come un bene nazionale 1789-1799 (≈ 1794)
Confiscato durante la Rivoluzione francese.
10 décembre 1949
Registrazione per monumenti storici
Registrazione per monumenti storici 10 décembre 1949 (≈ 1949)
Protezione ufficiale del patrimonio.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Chapelle Saint-Roch (Box A 30): iscrizione per ordine del 10 dicembre 1949
Dati chiave
Lambert Geoffroy - Sindaco di Biot
Compra la cappella come un bene nazionale.
Antoine Cavasse - Acquirente presso la Direzione
Proprietario dopo Lambert Geoffroy.
Saint Roch - Santo patrono
Chiamato contro la peste dagli abitanti.
Origine e storia
La cappella Saint-Roch de Biot, situata nelle Alpi Marittime, risale probabilmente al XV secolo. Questo piccolo edificio a pianta quadrata, che evocava più di un oratorio di una cappella tradizionale, era originariamente aperto su tre lati e a volte con testate. La sua facciata reca un'iscrizione datata 1580, tra cui le iniziali "O.P.N." per Ora Pro Nobis (Preghiera per noi) e "B.R.A.", interpretata come Beata Regina Angelorum (Blessed Queen of the Angels). San Roch, protettore invocato contro la peste, è stato particolarmente venerato in questa regione colpita da nove epidemie in due secoli.
Durante la Rivoluzione francese, la cappella fu venduta come proprietà nazionale. Ha cambiato le mani più volte: acquistata da Lambert Geoffroy, sindaco di Biot, è stata poi trasferita a Antoine Cavasse sotto il consiglio esecutivo, prima di essere finalmente consegnata al comune. Questo monumento, simbolo della devozione locale ai flagelli, è stato iscritto nei monumenti storici il 10 dicembre 1949.
L'edificio illustra la modesta architettura religiosa della Provenza, caratterizzata da funzioni spirituali e comunitarie. Il restauro e la conservazione testimoniano la sua importanza per la città di Biot e la regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra.
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