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Chapelle Saint-Sébastien du Fauët au Faouët dans le Morbihan

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Chapelle gothique
Morbihan

Chapelle Saint-Sébastien du Fauët

    Saint-Sébastien
    56320 Le Faouët

Timeline

Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1600
1700
1800
1900
2000
1598
Inizio costruzione
1608
Finitura di arenaria
1682
Preeminenza del Barone du Fauët
28 décembre 1934
Classificazione monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Dati chiave

Jean Pouliquin - Governatore e Rettore Iniziatore di costruzione nel 1598.
Gabriel Brenier - Scultore di pietre di sabbia Autore di bassorilievi (1600-1608).
Nicolas-François du Fresnay - Baron du Fauët Preeminenza nel 1682, armi in vetro colorato.
Seigneur de Coatquenven - Terreno e proprietario Terreno dato per costruzione.

Origine e storia

La cappella Saint-Sébastien, situata nella cosiddetta "Saint-Sébastien" sulla città di Faouët (Morbihan), fu costruita a partire dal 1598, come testimonia un'iscrizione incisa sulla parete nord. La sua costruzione coincide con la fine dell'epidemia di peste del 1598, suggerendo un ex-voto collettivo per ringraziare San Sebastiano, protettore contro la malattia. Il Canone Jean Moreau rievoca questa epidemia nei suoi Mémoires des guerres de la Ligue en Bretagne, legando così la storia della cappella ad un marcato contesto sanitario e religioso.

La costruzione era sostenuta da Jean Pouliquin, governatore e rettore, così come il seigneur di Coatquenven, la cui dimora era vicina. Le braccia della famiglia Le Provost (insegnanti di coatquenven) una volta decorarono le vetrate e la facciata, ma solo parzialmente sopravvissero. Nel 1608 l'artigiano Gabriel Brenier completò le pietre di sabbia scolpite, decorate con scene secolari e religiose, tra cui un sarabando malvagio e il martirio di San Sebastiano. Questi bassorilievi offrono una preziosa testimonianza dei costumi aristocratici dell'inizio del XVII secolo.

Nel 1682 Nicolas-François du Fresnay, Barone du Faouët, rivendicava i diritti di preminenza sulla cappella, dove le sue armi erano in posizione dominante nelle vetrate. Classificato un monumento storico nel 1934, la cappella si distingue per il suo comodino multi-curabile, ispirato allo stile Beaumanoir, e la sua struttura a pannelli. Il suo arredamento comprende un raggio di gloria e una pala d'altare, ma è principalmente la decorazione delle pietre di sabbia, mescolando simboli religiosi e scene popolari, che lo rende un edificio unico.

Architettonicamente, la cappella adotta un piano trasversale latino, con i piedi angolari sormontati da pinnacoli e gargoyles. Il comodino, tipico di Breton flamboyant gotico, e porte a terra riflettono una transizione stilistica tra il Medioevo e il Rinascimento. Le arens, scolpite tra il 1600 e il 1608, illustrano vari temi: un perno attaccato dalle galline, una caccia al cinghiale, o San Martino battezzando un catechumene, rivelando un'iconografia morale e satirica.

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