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Giacche della villa gallo-romana di Cheberne e dei suoi annessi à Néris-les-Bains dans l'Allier

Allier

Giacche della villa gallo-romana di Cheberne e dei suoi annessi

    7 Route de Clermont
    03310 Néris-les-Bains

Timeline

Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1800
1900
2000
Années 1820
Prima scoperta delle possibilità
1885
Pubblicazione di Louis Esmonnot
Années 1980
Ricerca di Michel Desnoyers
29 novembre 1991
Registrazione per monumenti storici
2007
Ripresa della ricerca archeologica
2016
Scoperta di un piatto di marmo
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Villa gallo-romana di Cheberne e i suoi annessi (vestigia) (cad. BE 5, 175, 222, 223): iscrizione per decreto del 29 novembre 1991

Dati chiave

Louis Esmonnot - Architetto Documentato le prime scoperte nel 1885.
Eugène Moreau (dit « Moreau de Néris ») - Storico locale Ha segnalato la villa sotto il Secondo Impero.
Michel Desnoyers - Archeologo Diretto gli scavi degli anni '80.
Jérôme Hénique - Archeologo Autore del rapporto di ricerca 2009.

Origine e storia

La villa de Cheberne è una villa gallo-romana situata a Néris-les-Bains, nel dipartimento Allier, nella regione Auvergne-Rhône-Alpes. Si trova a poche centinaia di metri a sud-est della città moderna, vicino alla strada di Clermont-Ferrand, sul bordo sud-est dell'antico agglomerato conosciuto nel XX secolo. Il sito è vicino a una necropoli di incenerimento, evidenziando la sua integrazione in un più ampio complesso funerario e urbano.

La villa, organizzata intorno a un cortile peristyle, comprendeva bagni privati e annessi. Non è stato isolato: gli scavi degli anni '80, effettuati da Michel Desnoyers, hanno rivelato una rete urbana con strade, fognature e laboratori di vetro e ceramica, attestando un'intensa attività artigianale. Questi risultati confermarono che Cheberne faceva parte di un agglomerato gallo-romano, ben oltre una semplice residenza aristocratica.

I primi dischi del sito risalgono al 1820 quando furono costruiti moderni edifici termici. L'architetto Louis Esmonnot lo riportò nel 1885, mentre Eugene Moreau, noto come "Moreau de Néris", riportò la villa sotto il Secondo Impero. Recenti scavi, a partire dal 2007, hanno rivelato una placca di marmo decorata nel 2016. Il sito è stato elencato come monumenti storici nel 1991, riconoscendo la sua importanza di patrimonio.

La ricerca archeologica di successo ha evidenziato l'evoluzione del sito, dalla sua scoperta fortuita alla sua comprensione come complesso residenziale e artigianale integrato in una città termale gallo-romana. I bagni privati e le vestigia dei laboratori illustrano il modo di vivere e le attività economiche del periodo, mentre la vicinanza della necropoli suggerisce un legame tra habitat, artigianato e pratiche funerarie.

La registrazione per monumenti storici nel 1991 ha aiutato a proteggere i resti, anche se il sito rimane una proprietà privata. Studi in corso, come la relazione del 2009 di Jérôme Hénique, aiutano a perfezionare la conoscenza di questo agglomerato, evidenziando il suo ruolo nella rete urbana gallo-romana della regione.

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