Costruzione iniziale in legno avant 1640 (≈ 1640)
Prima chiesa menzionata da Padre Button.
1680
Ricostruzione in muratura
Ricostruzione in muratura 1680 (≈ 1680)
Lavoro di Padre Farganel, piano in croce latina.
1762
Occupazione britannica
Occupazione britannica 1762 (≈ 1762)
Chiesa requisita per il culto anglicano.
1839-1845
Primo restauro
Primo restauro 1839-1845 (≈ 1842)
Opere finanziate dai parrocchiani.
1895-1899
Maggiore espansione
Maggiore espansione 1895-1899 (≈ 1897)
Aggiunta di cappelle laterali e facciata barocca.
8 mai 1902
Distruzione per eruzione
Distruzione per eruzione 8 mai 1902 (≈ 1902)
Chiesa soffiata da Pelee Mountain.
4 juin 2002
Classificazione monumento storico
Classificazione monumento storico 4 juin 2002 (≈ 2002)
Protezione delle rovine con decreto ministeriale.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Le rovine (C 106, 107): classificazione per decreto del 4 giugno 2002
Dati chiave
Père Bouton - Missionario gesuita
Prima di menzionare la chiesa prima del 1640.
Père Farganel - Costruttore gesuita
Costruita la chiesa in muratura nel 1680.
Marquis de Caylus - Governatore della Martinica
Entrato nella chiesa nel 1750.
Général Monckton - Comandante inglese
Requistò la chiesa nel 1762.
Abbé Hurard - Parroco
Dirige il lavoro di espansione (1895-1899).
Émile T'Fla Chebba - Architetto
Progetta le trasformazioni del 1895-1899.
Origine e storia
La chiesa del Forte, situata a Saint-Pierre in Martinica, fu originariamente costruita in legno prima del 1640, come attesta padre Bouton, che ne menziona l'esistenza in un piccolo villaggio vicino a Fort Saint-Pierre. Nel 1646 padre Maurile de Saint-Michel, carmelitano, lo descrisse come una semplice "chiesa nello stile di un granaio", già servito come luogo di culto per i coloni e i religiosi. Questa prima chiesa, dedicata agli apostoli Pietro e Paolo, è stata amministrata dai Gesuiti, che hanno svolto un ruolo centrale nell'evangelizzazione della Martinica.
Nel 1680 Padre Farganel, anch'egli gesuita, intraprese la ricostruzione della chiesa in muratura, grazie ai fondi raccolti da M. de Blénac, governatore dell'isola. Il nuovo edificio, da piano a croce latina, è lungo 120 piedi e largo 36, con una facciata occidentale ornata da un cancello dorico e un campanile separato dal corpo principale, caratteristica delle prime chiese in Martinica. La chiesa divenne poi un simbolo della crescita urbana di Saint-Pierre, intorno al quale venne organizzato il quartiere di Fort. Il suo ruolo religioso si estende anche all'ospedale locale, servito dai Gesuiti nonostante la sua posizione in un'altra parrocchia.
Nel XVIII secolo, la Chiesa del Forte ha sperimentato sconvolgimenti legati ai conflitti coloniali e ai cambiamenti politici. Nel 1762, durante l'occupazione britannica di Martinica, il generale Monckton requistò l'edificio per il culto anglicano, una profanazione criticata dai cattolici locali. L'anno seguente i gesuiti furono espulsi e la parrocchia fu affidata ai Cappuccini, poi al clero secolare del 1802. Nonostante queste transizioni, la chiesa rimane un luogo centrale per la comunità, come testimonia la sepoltura del Marchese de Caylus, governatore della Martinica, nel 1750.
Tra il 1839 e il 1845, la chiesa subì un primo importante restauro, finanziato dai parrocchiani e realizzato senza modifiche del suo piano originario. Tuttavia, di fronte alla crescita della popolazione di Saint-Pierre, i lavori di espansione furono lanciati tra il 1895 e il 1899 sotto la direzione dell'architetto Émile T'Fla Chebba. La navata è ampliata e allungata dall'aggiunta di due cappelle laterali, mentre la facciata barocca è impreziosita da una monumentale scalinata a doppia fila. Queste trasformazioni, pur mantenendo lo stile barocco originale, danno all'edificio il suo aspetto finale prima della sua distruzione.
L'8 maggio 1902, la chiesa del Forte fu rasata dall'eruzione del Monte Pelee, che distrusse la città di San Pietro e uccise le centinaia di fedeli riuniti per la festa dell'Ascensione. Le rovine, classificate come monumento storico nel 2002, conservano i resti del campanile, comodino e scale d'ingresso, testimoniando la violenza del disastro. Oggi, il sito è un luogo di memoria e una grande attrazione turistica, richiamando sia il patrimonio religioso della Martinica che la tragedia che ha segnato la sua storia.
Gli scavi e i resti di oggi rivelano un'architettura ibrida, mescolando tecniche costruttive del XVII secolo (singola navata, campanile isolato) con aggiunte del XIX secolo (bottom, volta della culla). Le sculture e gli altari, realizzati da artigiani locali, riflettono l'artigianato Martinica del tempo. Nonostante la sua distruzione, la chiesa del Forte rimane un simbolo della resilienza culturale e storica di Saint-Pierre, tra patrimonio coloniale e memoria collettiva.
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