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Chiesa di Nostra Signora di tutti i Santi en Haute-Savoie

Haute-Savoie

Chiesa di Nostra Signora di tutti i Santi


    Entremont

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1100
1200
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
1115
Fondazione dell'Abbazia
XIIe siècle
Dedicazione alla Madonna dell'Assunzione
1411
Ordine delle riparazioni
1607
Benedizione della campana
1680-1685
Costruzione della pala d'altare barocca
1723
Cambiamenti architettonici
1766
Aggiornamento del campanile
2018
Restauro della tavola
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

MH classificato

Dati chiave

Marc-Antoine de Granery - Abbé d'Entremont (1645-?) Sponsor dell'altare barocco e ristorante.
François de Sales - Vescovo di Ginevra (1567-1622) Beato la campana nel 1607.
Thomas Pobel - Abbé d'Entremont (1595-1605) Chiamato sulla campana del 1607.
Jean de Bertrand - Vescovo di Ginevra (XV secolo) Ordonna riparazioni in 1411.
Jacques Baud - Curé d'Entremont (XIX secolo) Testimonianza delle usanze locali nel 1845.

Origine e storia

La chiesa di Notre-Dame-de-All-les-Saints d'Entremont, situata nella valle del Borne ad Haute-Savoie, ha le sue origini nel XII secolo. Fondata nel 1115 dai monaci dell'Abbazia di Abondance, fu originariamente dedicata alla Madonna dell'Assunzione. Dalla sua creazione fu luogo di culto monastico e parrocchiale, come testimonia una visita pastorale del 1445. Il primitivo edificio romanico fu parzialmente distrutto dal tempo, richiedendo riparazioni ordinate nel 1411 dal vescovo di Ginevra, Jean de Bertrand.

Nel XV secolo, la chiesa fu ridisegnata e arricchita da reliquie incastonate in una statua mariana, dandogli il termine Notre-Dame-de-All-Les-Saints. Queste reliquie, attribuite a santi come Andrea, Agostino o Maria-Madeleina, attirarono pellegrini dal XVI secolo. Una leggenda locale dice che un mulo, che trasportava uno scialle contenente le reliquie di Santa Colombe, avrebbe spinto giù la porta della chiesa, lasciando ancora visibile l'impronta di un ferro mulo. La chiesa ospitava anche una fiala chiamata fiala del latte della Vergine, oggetto di devozione per le donne della valle.

Il XVII secolo segna una svolta con l'arrivo di Abbé Marc-Antoine de Granery nel 1645. Sotto la sua abbazia, furono intraprese importanti opere, tra cui la ricostruzione del campanile nel 1607 (aggiornamento nel 1766) e la ristrutturazione della navata nel 1680. La graneria diede alla chiesa una monumentale pala d'altare barocca, completata nel 1685, considerata un capolavoro dell'arte savoiarda. Questa pala, in doppia struttura, è decorata con sculture dorate, colonne torso ispirate a Le Bernin e sormontate dalle armi dell'Abbé. Gli affreschi esterni, restaurati nel 1890 e nel 1987, riflettono la sua influenza neoclassica.

L'interno della chiesa, con una singola nave, separa la navata dai fedeli dal coro dei canonici da un arco rotto. Il soffitto della navata, decorato con simboli delle virtù teologiche (foi, speranza, carità), fu aggiunto nel 1680, sostituendo una volta gotica danneggiata. Gli altari laterali, dedicati alla Sacra Famiglia e al Rosario, risalgono dallo stesso periodo e contengono dipinti classificati, come quello che rappresenta la Vergine donando il Rosario a San Dominico. Le bancarelle del XV secolo, stile fiammeggiante, e i font battesimali di 1503 completano questo notevole mobilio.

Il tesoro della chiesa, classificato come monumento storico, comprende reliquiari medievali, tra cui un braccio reliquiario del XIII secolo e un telaio bizantino del XII secolo attribuito al laboratorio di Saint-Maurice d'Agaune. Una Vergine Reliquaria del XVI secolo, contenente il "bulbo del latte della Vergine", fu oggetto di un pellegrinaggio annuale tra il 15 agosto e l'8 settembre, attirando i fedeli alle parrocchie vicine. Questo pellegrinaggio, chiamato "generalista", a volte onorava Notre-Dame-de-All-les-Saints, e a volte le reliquie dei santi conservate nella chiesa.

I restauri di successo, tra cui quelli del 1890, 1920 e 2018, hanno contribuito a preservare questo patrimonio. L'ultima campagna, sostenuta dalla Fondazione Patrimonio e dal DRAC, ha vinto il premio "Aurhalpin du Patrimoine" nel 2019. La chiesa, sempre attiva, testimonia la storia religiosa e artistica dell'Alta Savoia, mescolando influenze romaniche, gotiche e barocche.

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