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Chiesa di San Cannato à Marseille 1er dans les Bouches-du-Rhône

Bouches-du-Rhône

Chiesa di San Cannato

    2 Rue Barbaroux
    13001 Marseille
Eglise Saint-Cannat
Eglise Saint-Cannat
Eglise Saint-Cannat
Eglise Saint-Cannat
Eglise Saint-Cannat
Eglise Saint-Cannat
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Eglise Saint-Cannat
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Eglise Saint-Cannat
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Eglise Saint-Cannat
Eglise Saint-Cannat
Eglise Saint-Cannat
Eglise Saint-Cannat
Crédit photo : Original téléversé par Christophe.moustier sur Wik - Sous licence Creative Commons

Timeline

Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1500
1600
1700
1800
1900
2000
1524
Distruzione del convento originale
31 décembre 1526
Posa la prima pietra
18 mai 1619
Consacrazione della Chiesa
1739
Costruzione della facciata barocca
1891
Istruzione del convento
1926
Monumento storico
2008
Inizio della liturgia bizantina
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

La chiesa parrocchiale Saint-Vincent-de-Paul-Les Réformés di Marsiglia è inscritta in pieno con il suo perrone e tutta la sua costruzione di mobili per natura (altare maggiore, tutti gli altari delle cappelle del coro, font battesimali, tomba di Abbé Vidal), escluse le sacrestia e le sale parrocchiali aggiunte alla sua comoditÃ: iscrizione per ordine del 2 marzo 2015

Dati chiave

Bernardin des Baux - Fondatore Metti la prima pietra.
Barthélemy Camelin - Vescovo di Fréjus Consacra la chiesa nel 1619.
Joseph Gérard - Architetto Progettato la facciata barocca.
Antoine Duparc - Sculptore Realizzato la facciata e le statue.
Albert Duparc - Sculptore Autore della sedia.
Jean-Esprit Isnard - Fattore d'organo Creato il buffet d'organo.
Dominique Fossati - Marbling Realizzato l'altare maggiore.
Michel Serre - Pittore Autore di diversi dipinti.

Origine e storia

La chiesa di San Cannat, situata a Marsiglia, è stata fondata nel XVI secolo dai fratelli Predicatori, membri dell'ordine domenicano. La sua prima pietra fu posata il 31 dicembre 1526 da Bernardin des Baux, dopo la distruzione del convento originale nel 1524 per motivi militari durante l'assedio della città dalle truppe imperiali di Carlo III di Borbone. Il contesto della sua costruzione fa parte di un periodo di ricostruzione post-conflitto e di rafforzamento delle difese urbane.

I domenicani, cacciati dalla loro posizione originale, hanno ottenuto il permesso di costruire un nuovo convento e una chiesa intramorale, ricevendo sostegno finanziario dai notai di Marsiglia per accelerare il lavoro. Le opere furono diffuse in quasi un secolo, e la chiesa fu consacrata solo nel 1619 da Barthélemy Camelin, vescovo di Fréjus. La facciata, realizzata nel 1739 in stile tardo barocco dall'architetto Joseph Gérard e dallo scultore Antoine Duparc, fu parzialmente distrutta nel 1926 durante il piercing della Rue de la République, con conseguente perdita di elementi importanti come la facciata dell'Annunciazione.

All'interno della chiesa, in stile gotico, ospita tesori artistici come il pulpito in noce di Albert Duparc (1689-1691), classificato come monumento storico, o l'altare maggiore in marmo policromo di Dominique Fossati (1755). Il buffet di organi di Jean-Esprit Isnard (1746), anch'esso classificato, testimonia l'importanza musicale del luogo. Nel XIX secolo, il convento fu demolito per cedere l'ufficio postale nel 1891, ma la chiesa sopravvisse.

Nel 1926 fu incluso nell'inventario dei monumenti storici, riconoscendo il suo valore di patrimonio. Dal 2008 ha ospitato la liturgia bizantina della metropoli romena ortodossa, aggiungendo una dimensione ecumenica alla sua storia. Le cappelle laterali, precedentemente dedicate alle corporazioni, ospitano importanti opere come i dipinti di Michel Serre o Pierre Parrocel.

Nonostante la parziale distruzione e la trasformazione, la chiesa rimane un'eccezionale testimonianza dell'arte barocca provenzale e della storia religiosa di Marsiglia. Restauro e conservazione continui, comprese le sculture e le vetrate colorate, aiutano a mantenere questo luogo come un hub culturale e spirituale. Il suo organo, i mobili liturgici e l'arredamento lo rendono un luogo imperdibile per gli amanti dell'arte sacra e della storia mediterranea.

Collegamenti esterni