Primo ingresso scritto 959 (≈ 959)
Donazione alla chiesa di Elne
XIe siècle
Costruzione della navata
Costruzione della navata XIe siècle (≈ 1150)
Parte più vecchia
Fin XIIe siècle
Costruire l'abside e il portale
Costruire l'abside e il portale Fin XIIe siècle (≈ 1295)
Lombar campagna romanica
1964
Registrazione per monumenti storici
Registrazione per monumenti storici 1964 (≈ 1964)
Protezione ufficiale
8 août 2016
Danni fulmini
Danni fulmini 8 août 2016 (≈ 2016)
Campana danneggiata
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Chiesa parrocchiale (Box A 33): iscrizione per decreto del 5 ottobre 1964
Dati chiave
Information non disponible - Nessun personaggio citato
Fonti storiche anonime
Origine e storia
La chiesa parrocchiale di Saint-Pierre e Saint-Félix de Calmeilles, menzionata già nel 959 in una donazione alla chiesa di Elne, è un edificio romanico del XII secolo, anche se la sua navata risale all'XI secolo. Illustra l'architettura religiosa medievale degli Aspre, con una navata unica estesa da un lato semicircolare. Il suo portale meridionale, tipico dell'arte romanica locale, si distingue per un arcidiocolo a quadrupla sormontato da un fregio in denti di ingranaggi, motivo ricorrente nei Pirenei-Orientales (ad esempio: Priorato di Marcevol, Corneilla-de-Conflent).
Il comodino, di stile romanico lombardo, risale al XII secolo e ha una decorazione pulita: bande lombari con archi gemelli, modelli scolpiti di teste animali e colonne con capitelli. Una finestra assiale a doppio taglio perfora l'abside, incorniciata con colonnette che sostengono un arco orico. A sinistra del comodino, una piccola finestra sloping presenta un lintel decorato con uccelli affrontati, raro dettaglio architettonico. L'edificio ospita anche una statua romanica della Vergine Maria del XII secolo, conosciuta come Mare de Déu de la Salvation, classificata come Vergini con il Bambino dei Pirenei orientali.
La storia della chiesa è segnata da campagne di ristrutturazione, una nel 1995, e una sinistra nel 2016 quando il fulmine ha danneggiato il suo campanile. Adeguato ai Monumenti Storici dal 1964, testimonia i legami tra l'Abbazia Arles-sur-Tech e le parrocchie locali fin dall'XI secolo. La cappella settentrionale, aggiunta nel XIV secolo, sostituisce un antico braccio di transetto, mentre la sacrestia conserva resti medievali. Il suo piano irregolare (corobiato, abside off-set) riflette adattamenti successivi.
L'architettura di Saint-Félix combina semplicità e raffinatezza: taglio di pietra con varie tonalità (bianco, rosa, oliva), apparati regolari e decorazioni intagliate (capi di mostri, fogliame). Il campanile occidentale, con due baie gemelle, supera una navata sobria, in contrasto con la ricchezza del comodino. Nonostante i deterioramenti (riparazioni dell'abside) l'edificio rimane un esempio emblematico del romanzo catalano, influenzato dalle correnti lombardo e locale.
Le fonti storiche sottolineano il suo ruolo nella rete parrocchiale medievale, legata alla diocesi di Elne e poi all'abbazia di Arles-sur-Tech. La menzione di 1010 conferma la sua anzianità, mentre le successive modifiche (14 ° secolo) rivelano un'evoluzione liturgica. Oggi una proprietà comunitaria, la chiesa, anche se parzialmente chiusa alla visita, conserva un valore di patrimonio riconosciuto, illustrato dalla sua protezione sotto i Monumenti Storici.
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