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Chiesa di Notre-Dame de Sainte-Foy-la-Grande en Gironde

Gironde

Chiesa di Notre-Dame de Sainte-Foy-la-Grande

    15 Place Broca
    33220 Sainte-Foy-la-Grande

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
1255
Fondazione Bastide
1561
La distruzione degli Huguenots
1622–1686
Ricostruzione dopo Luigi XIII
1724
Illuminazione sul campanile
1850
Maggiore espansione
1871
Aggiungi la freccia
1906
Resistenza agli inventari
2018
Restauro completo
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Dati chiave

Alphonse de Poitiers - Fondatore del bastide Offrire la terra nel 1255.
Louis XIII - Re di Francia Ordone la ricostruzione nel 1622.
Louis XIV - Re di Francia Finanziare l'allargamento nel 1685.
Jules Mascaron - Vescovo di Agen Consacrate la chiesa nel 1686.
Pierre-Henri Gérault de Langalerie - Curé poi Arcivescovo Mettere la prima pietra nel 1850.
Ferdinand-François-Auguste Donnet - Arcivescovo di Bordeaux Conduce ristrutturazione neogotica.
Jean-Michel Boudié - Storico locale Documentare la resistenza del 1906.

Origine e storia

La chiesa di Notre-Dame de Sainte-Foy-la-Grande, situata in Gironde, trova le sue origini nel XIII secolo, quando il bastido fu fondato da Alphonse de Poitiers nel 1255. Una prima chiesa, dedicata alla Vergine Maria, è eretta su un terreno lungo l'attuale via della Repubblica, vicino alla piazza pubblica. In parte distrutta durante la guerra dei cent'anni, fu rasata nel 1561 dagli Ugonotti durante le guerre della Religione, lasciando solo il portico romanico, la base del campanile, e alcuni elementi interni come l'oratorio e la cappella battesimale. La città, che divenne prevalentemente protestante, vide anche la costruzione di un tempio nel 1587, mentre i consoli protestanti nel 1610 chiesero la ricostruzione del campanile per reinstallare la campana, essenziale per gli annunci comunali.

La ricostruzione della chiesa iniziò nel 1622 dopo la visita di Luigi XIII, che finanziava parzialmente l'opera dopo la resa dei protestanti. Il re ordinò alla sua ricostruzione di affermare l'autorità cattolica, in un contesto di controriforma segnato dalla revoca dell'editto di Nantes nel 1685. Le opere, guidate dal parroco Jacques Andrault e finanziate in parte da Luigi XIV, furono completate nel 1686 con la consacrazione del vescovo di Agen, Jules Mascaron. L'edificio, tuttavia, rimane incompiuto: nel 1724, i fulmini distrussero parte del campanile, e le riparazioni furono necessarie per tutto il XVIII secolo. La chiesa servì anche come luogo di sepoltura fino al 1775, quando le sepolture furono proibite per motivi di igiene.

La rivoluzione francese trasformò la chiesa in "il tempio della ragione" nel 1793, mentre le sue campane furono risparmiate in contrasto con quelle dei conventi vicini. Sotto il Comitato Esecutivo, ospita alternativamente culti cattolici e protestanti, riflettendo le tensioni locali. Nel XIX secolo furono intraprese grandi opere: nel 1850, l'architetto L-Abbé di Bordeaux condusse una ricostruzione quasi totale, mantenendo solo la facciata occidentale e l'oratoria. La freccia in pietra, aggiunta nel 1871, portò il campanile a 57 metri. La chiesa divenne poi un simbolo di riconquista cattolica, con l'installazione di statue devozionali e di un organo Merklin nel 1893, sostituito nel 2015 da uno strumento neogotico britannico.

I conflitti tra cattolici e repubblicani culminarono nel 1906 durante gli inventari, dove i fedeli si barricarono nella chiesa, alzando la bandiera tricolore per resistere. Nel XX secolo, successivi restauri (anni 1930, 1990, 2018) conservarono il suo patrimonio, tra cui vetrate di Stephen Thibaud, un pulpito del XVII secolo che simboleggiava la vittoria sul protestantesimo, e le chiavi dell'arco intagliato. Classificata come monumenti storici, la chiesa rimane un luogo di memoria delle lotte religiose e un esempio di architettura religiosa trasformata dai pericoli della storia.

L'edificio attuale, a forma di chiesa di sala senza transetto, comprende tre navate ogivali e un coro con pentole. I suoi mobili riflettono la sua storia turbolenta: un pulpito di noce (1685) che rappresenta Hercule terrassing l'idra (allegoria del cattolicesimo trionfante), dipinti dal XVIII al XIX secolo, e statue di santi offerte nel XIX secolo. I gargoyles del campanile e le teste scolpite dell'oratorio (XIII-XIV secolo) ricordano la sua origine medievale. All'esterno, gli archi e la ruet Notre-Dame conservano tracce delle vecchie bancarelle e una pietra riutilizzata, testimone della prima chiesa.

Storicamente finanziata da decime, doni e affitti di terra, la chiesa ha svolto un ruolo sociale importante, in particolare attraverso l'Ospedale dello Spirito Santo (attestato fin dal 1278) e opere caritative. I conflitti tra cattolici e protestanti, poi tra clero e repubblicani, segnarono la sua storia, rendendola uno specchio delle fratture religiose e politiche della Gironda. Oggi, incarna sia il patrimonio architettonico dei bastida che l'eredità delle lotte per il culto.

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