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Chiesa del Sacro Cuore di Bonneckousse à Aussillon dans le Tarn

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Eglise moderne
Tarn

Chiesa del Sacro Cuore di Bonneckousse

    23 Rue des Ecoles
    81200 Aussillon
Église du Sacré-Coeur de Bonnecousse
Église du Sacré-Coeur de Bonnecousse
Église du Sacré-Coeur de Bonnecousse
Crédit photo : Nina 76 - Sous licence Creative Commons

Timeline

XIXe siècle
Époque contemporaine
1900
2000
1930
Costruzione della cappella iniziale
6 octobre 1930
Apertura della cappella
1945 (fin Seconde Guerre mondiale)
Costruzione
1959-1960
Costruzione della chiesa attuale
30 avril 2001
Monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

L'intera chiesa (Box AX 272): iscrizione per decreto del 30 aprile 2001

Dati chiave

Joseph Belmont - Architetto Progettista principale della chiesa.
Jean Prouvé - Ingegnere e Consigliere Collaborazione su strutture metalliche.
Serge Ketoff - Engineer Partecipazione alla progettazione tecnica.
Henri Guérin - Pittura di vetro Autore di vetro colorato (1960).
Simone Prouvé - Artista tessile Nastro *La Creazione* e abbigliamento della Vergine.
Père Cocagnac - Religioso, * Arte sacra* Scelta dell'architetto Belmont.
Prosper Gauthier - Industriale e Presidente Finanziamento tramite società immobiliare.

Origine e storia

La chiesa del Sacro Cuore di Bonnecousse, situata ad Ausssillon nel Tarn, fu costruita tra il 1959 e il 1960 per sostituire una cappella del 1930 diventata troppo piccola. Questo progetto fa parte di un desiderio formulato dopo la seconda guerra mondiale: costruire una nuova chiesa se Mazamet, una città vicina, è stato risparmiato. Dopo l'abbandono di un primo progetto, i padri domenicani della rivista L-Art Sacré raccomandano l'architetto Joseph Belmont, assistito dagli ingegneri Jean Prouvé e Serge Ketoff. L'edificio, caratterizzato da un'architettura audace (tetto "floating", campanile indipendente), incarna una sintesi tra tradizione liturgica e innovazione tecnica.

Il disegno liturgico è affidato ai Domenicani di Arte Sacra, mentre l'interno incorpora grandi opere: un arazzo di Simone Prouvé (dopo Philippe S. Hadengue), vetrate di Henri Guérin (1960), e mobili disegnati da Belmont. La chiesa, in grado di ospitare 700 fedeli, è stata protetta fin dal 2001 sotto i Monumenti Storici e benefici dell'etichetta del Patrimonio del XX secolo. La sua architettura, fondendo macerie locali, strutture metalliche prefabbricate e luce zenitale, riflette una ricerca di economia ed eleganza, tipica delle chiese del dopoguerra.

Il sito, situato nella pianura Ausssillon, fa parte di una urbanizzazione dinamica legata all'estensione Mazamet. Diversi progetti abortiti (1929, 1934, 1946) precedono la realizzazione finale, finanziata da una società immobiliare locale e arcidiocesi di Albi. Padre Cocagnac, figura chiave dell'Arte Sacra, ha svolto un ruolo decisivo nella scelta di Belmont, poi un giovane architetto addestrato a Jean Prouvé. Quest'ultimo interviene su colonne prefabbricate, illustrando la collaborazione tra artigiani, artisti e religiosi.

Gli elementi decorativi, come il capo di Monique David Belmont Child Virgin o le panchine in legno realizzate dall'armadietto Stella de Labrugière, evidenziano l'attenzione prestata all'artigianato locale. Il campanile, separato dall'edificio principale, domina un terter e combina cemento grezzo e una freccia metallica sormontata da un cazzo. L'insieme, concepito come uno spazio di contemplazione aperto alla natura (attraverso una striscia di vetro continua), incarna gli ideali di rinnovamento liturgico degli anni '50-1960.

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