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Ardèche

Dolmen

    Route Sans Nom
    07700 Bourg-Saint-Andéol
Dolmen
Dolmen
Dolmen
Dolmen
Dolmen
Crédit photo : Petr1888 - Sous licence Creative Commons

Timeline

Néolithique
Âge du Bronze
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
3000 av. J.-C.
2900 av. J.-C.
1500 av. J.-C.
1800
1900
2000
3000-2900 av. J.-C. à 2200 av. J.-C.
Costruzione di dolmen
Âge du bronze (ancien à récent)
Uso prolungato del sito
1837
Primo ingresso scritto
1867-1895
Ricerca di Ollier de Marichard e Chiron
31 décembre 1900
Monumenti storici
Années 1970 et 2002-2013
Moderne campagne di scavo
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Dolmen number 1 du Bois des Géantes: classificazione par liste de 1900

Dati chiave

Bonnefont - Geometro locale Autore del primo rapporto (1837)
Jules Ollier de Marichard - Preistoria Ricerche e schizzi (dal 1867)
Léopold Chiron - Preistoria Relazioni e fotografie dettagliate (anni 1870-1895)
Ernest Chantre - Archeologo Inventario dei megaliti (1900)
Wolfgang Pape - Archeologo (Univ. de Fribourg) Ricerca franco-tedesca (2002-2005)

Origine e storia

La necropoli di Bois des Géantes, situata a Bourg-Saint-Andéol en Ardèche, è un sito funerario megalitico composto da sei dolmen distribuiti su circa 750 metri. Queste strutture, erette tra il 3000-2900 e il 2200 a.C., illustrano tre tipi architettonici: bas-rhodanian, caussenard e Languedocian. La loro posizione, determinata da una depressione naturale e da un cluster stony, la stabilità garantita e la fornitura di materiali.

I dolmen furono menzionati per la prima volta nel 1837 dal geologo Bonnefont, poi studiati nel XIX secolo da Jules Ollier de Marichard e Léopold Chiron. Raccolse monumenti storici nel 1900 come "Dolmens of the Joyandes", furono inizialmente sette, ma solo sei furono identificati. Il loro uso si estendeva dal neolitico finale all'età del bronzo, con tracce di oggetti moderni attestanti le visite nel XIX e XX secolo.

Gli scavi del XIX secolo, guidati da Ollier de Marichard e Chiron, rivelarono vari mobili funerari (cuci, rifiniture, collari di conchiglia) e resti umani. Nel XX secolo, sporadici campagne archeologiche, soprattutto negli anni '70, hanno permesso di scoprire manufatti in bronzo, perle e ossa frammentate. Il sito è stato restaurato e studiato nel XXI secolo sotto gli auspici del DRAC Auvergne-Rhône-Alpes.

Il toponimo "Wood of Giants" (o varianti come "Joyandes") evoca leggende locali legate ai giganti, riflettendo una tradizione orale che unisce questi megaliti a creature mitiche. I dolmen, costruiti su un substrato calcareo datato al Cretaceo inferiore, sono circondati da tumulo di varie dimensioni, alcuni ancora intatti.

L'architettura dei dolmen varia: il tipo Linguadoco (donne n. 1) comprende un antecamera, mentre i tipi di caussenard (doglio n. 2, 3, 5, 6) e basso-rhodanian (doglio n. 4) hanno camere di sepoltura trapezoidale o tavoli elevati. Il dolmen più imponente 1, ha una cella di oltre 10 m3, rispetto a 3 a 6 m3 per gli altri.

Gli ultimi scavi (2002-2013) hanno confermato l'uso prolungato del sito, con strati stratigrafici risalenti a 5000 anni, rivelando un ambiente precedentemente favorevole all'agricoltura. Oggi protetto, il sito testimonia le pratiche funerarie e le credenze delle società preistoriche di Lower Victoria.

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