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Ardèche

Dolmen

    Route Sans Nom
    07700 Bourg-Saint-Andéol
Crédit photo : Celeda - Sous licence Creative Commons

Timeline

Néolithique
Âge du Bronze
Âge du Fer
Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
3000 av. J.-C.
2900 av. J.-C.
0
1800
1900
2000
3000-2900 av. J.-C. à 2200 av. J.-C.
Costruzione e uso
1837
Primo ingresso scritto
1867-1895
Marichard e Chiron Ollier Frogs
31 décembre 1900
Monumenti storici
2002-2013
Recenti campagne di ricerca
Années 2010
Progetto di recupero
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Dolmen number 5 du Bois des Géantes: classificazione par liste de 1900

Dati chiave

Bonnefont - Geometro locale Primo rapporto autore nel 1837.
Jules Ollier de Marichard - Preistoria Ricerche e studi negli anni 1860-1880.
Léopold Chiron - Preistorico e ricercatore Documenti e relazioni dettagliate (anno 1870-1895).
Ernest Chantre - Archeologo Inventario di megaliti nel bacino del Rodano (1900).
Wolfgang Pape - Archeologo contemporaneo Ricerche franco-tedesche nei primi anni 2000.

Origine e storia

La necropoli di Bois des Géantes, situata a Bourg-Saint-Andéol en Ardèche, è un luogo funebre megalitico composto da sei dolmen sparsi oltre 750 metri. Queste strutture, erette tra il 3000-2900 e il 2200 a.C., illustrano tre tipi architettonici: bas-rhodanian, caussenard e Languedocian. La loro posizione, determinata da una depressione naturale e da un cluster stony, la stabilità garantita e la fornitura di materiali.

I dolmen furono menzionati per la prima volta nel 1837 dal geologo Bonnefont, poi studiato da Jules Ollier de Marichard e Léopold Chiron nel XIX secolo. Raccolse monumenti storici nel 1900 come "Dolmens of the Joyandes", furono inizialmente sette, ma solo sei furono identificati. Il loro uso si estendeva dal neolitico finale all'età del bronzo, con tracce di oggetti moderni attestanti le visite nel XIX e XX secolo.

Gli scavi del XX e XXI secolo, compresi quelli dal 2002 al 2013, hanno rivelato manufatti (bronze, perle, ossa) e hanno permesso il restauro. Dolmen n. 1, un tipo Linguadoco, si distingue per un antecamera e una camera funebre di oltre 10 m3, mentre il resto, di tipo caussenard o basso-rhodanian, ha vestiboli più piccoli e cantina. Il sito, combinato con tumulo di varie dimensioni, mostra pratiche funerarie collettive e occupazione continua oltre mille anni.

Il toponimo "Bois des Géantes" (o varianti come "Joyandes" o "Jayandes") evoca leggende locali legate ai giganti, riflettendo un'interpretazione popolare dei megaliti. Gli studi geologici rivelano un substrato calcareo risalente al Cretaceo inferiore, mentre l'architettura dolmen, adattata a questa terra, unisce stabilità e simbolismo funebre.

La ricerca archeologica, dalle prime esplorazioni di Bonnefont alle recenti campagne, ha documentato i mobili funerari (partizioni, armi, ceramiche) e i resti umani. Queste scoperte sottolineano l'importanza del sito nel contesto del megalitismo del Midi de la France, segnato dalla diversità tipologica e da un'occupazione multisecolare.

Oggi, la necropoli, di proprietà del comune, è soggetta a misure di conservazione e di recupero, soprattutto dopo i restauri intrapresi negli anni 2010. La sua classificazione come monumenti storici e la sua integrazione nel patrimonio ardèche lo rendono una testimonianza importante delle pratiche funerarie preistoriche in Auvergne-Rhône-Alpes.

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