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Dolmen nel tumulo ha detto La Motte-de-la-Garde de Luxé en Charente

Patrimoine classé
Patrimoine Celtique
Dolmens
Charente

Dolmen nel tumulo ha detto La Motte-de-la-Garde de Luxé

    Les Ortières
    16230 Luxé
Proprietà privata
Dolmen dans le tumulus dit La Motte-de-la-Garde de Luxé
Dolmen dans le tumulus dit La Motte-de-la-Garde de Luxé
Dolmen dans le tumulus dit La Motte-de-la-Garde de Luxé
Dolmen dans le tumulus dit La Motte-de-la-Garde de Luxé
Crédit photo : Rosier - Sous licence Creative Commons

Timeline

Néolithique
Âge du Bronze
Âge du Fer
Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
2800 av. J.-C.
2700 av. J.-C.
0
1800
1900
2000
Néolithique moyen et final
Costruzione di dolmen
1848
Primo ingresso scritto
1874
Scavi archeologici
1883
Pubblicazione dei risultati
1889
Classificazione monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Dolmen nel tumulo conosciuto come La Motte-de-la-Garde (C 37, 38, 41, 42): classifica per lista del 1889

Dati chiave

Abbé Michon - Erudito locale Menzionò i dolmen nel 1848
Auguste-François Lièvre - Archeologo Ricercato e documentato il sito nel 1874

Origine e storia

Il Dolmen de La Motte-de-la-Garde, situato a Luxé, Charente, è un edificio megalitico emblematico del neolitico. Si compone di un tumulo imponente di 50 metri di lunghezza per 27 metri di larghezza, rivolto a sud-est/nord-ovest, che ospita una camera di sepoltura in lastre di 3,25 m di lunghezza. Questo corridoio dolmen, di tipo angoumoisin, è stato costruito dopo il tumulo, come attesta il suo posizionamento eccentrico. La sua architettura rivela un fitto tavolo di copertura di 1,50 m, supportato da cinque orthostats ritoccati, che si apre a est.

Stunned nel 1874 da Auguste-François Lièvre, il sito ha fornito un ricco arredo archeologico: ossa di quindici individui, ceramiche (tra cui un vaso rosso-marrone), strumenti litici (hachettes, lame flint di Grand-Pressigny, cornici a freccia), e rifiniture (perle quarti, bronzo, calli, difese cinghiali selvatici). Questi manufatti risalgono al Neolitico Medio e Finale (cultura Artenaciana), illustrando complesse pratiche funerarie e artigianali. Il dolmen, menzionato nel 1848 da Abbé Michon, fu classificato come monumento storico nel 1889, evidenziandone l'importanza del patrimonio.

Lo strato osseo spesso 0,80 m suggerisce un uso prolungato come sepoltura collettiva. Tra gli oggetti notevoli ci sono una mezza ascia lucida in flint, un pugno osseo e un ciondolo in pietra verde, che mostra scambi distanti (silex di Grand-Pressigny, callais). Il tumulo, con la sua altezza di 4 metri, domina il paesaggio, segnando simbolicamente lo spazio funebre. Gli scavi di Lièvre, documentati nel 1883, rimangono un riferimento per lo studio del megalitismo a Charente.

Il dolmen fa parte di una rete di siti megalitici regionali, riflettendo un'occupazione umana organizzata intorno alle pratiche agricole e rituali nel neolitico. La sua prima protezione (1889) lo rese uno dei primi monumenti elencati di Charente, insieme ad altri dolmen come quelli della regione di Angoulême. Studi successivi, in particolare quelli di Roger Joussaume (2016), confermano il suo ruolo negli scambi culturali e tecnici del periodo tra l'Atlantico e il bacino di Parigi.

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