Costruzione di dolmen Néolithique moyen et final (≈ 2770 av. J.-C.)
Periodo Artenaciano, uso funebre collettivo
1848
Primo ingresso scritto
Primo ingresso scritto 1848 (≈ 1848)
Da Padre Michon nel suo lavoro
1874
Scavi archeologici
Scavi archeologici 1874 (≈ 1874)
Diretto da Auguste-François Lièvre
1883
Pubblicazione dei risultati
Pubblicazione dei risultati 1883 (≈ 1883)
Rapporti nelle "Memorie" di SAHC
1889
Classificazione monumento storico
Classificazione monumento storico 1889 (≈ 1889)
Tra i primi siti protetti a Charente
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Dolmen nel tumulo conosciuto come La Motte-de-la-Garde (C 37, 38, 41, 42): classifica per lista del 1889
Dati chiave
Abbé Michon - Erudito locale
Menzionò i dolmen nel 1848
Auguste-François Lièvre - Archeologo
Ricercato e documentato il sito nel 1874
Origine e storia
Il Dolmen de La Motte-de-la-Garde, situato a Luxé, Charente, è un edificio megalitico emblematico del neolitico. Si compone di un tumulo imponente di 50 metri di lunghezza per 27 metri di larghezza, rivolto a sud-est/nord-ovest, che ospita una camera di sepoltura in lastre di 3,25 m di lunghezza. Questo corridoio dolmen, di tipo angoumoisin, è stato costruito dopo il tumulo, come attesta il suo posizionamento eccentrico. La sua architettura rivela un fitto tavolo di copertura di 1,50 m, supportato da cinque orthostats ritoccati, che si apre a est.
Stunned nel 1874 da Auguste-François Lièvre, il sito ha fornito un ricco arredo archeologico: ossa di quindici individui, ceramiche (tra cui un vaso rosso-marrone), strumenti litici (hachettes, lame flint di Grand-Pressigny, cornici a freccia), e rifiniture (perle quarti, bronzo, calli, difese cinghiali selvatici). Questi manufatti risalgono al Neolitico Medio e Finale (cultura Artenaciana), illustrando complesse pratiche funerarie e artigianali. Il dolmen, menzionato nel 1848 da Abbé Michon, fu classificato come monumento storico nel 1889, evidenziandone l'importanza del patrimonio.
Lo strato osseo spesso 0,80 m suggerisce un uso prolungato come sepoltura collettiva. Tra gli oggetti notevoli ci sono una mezza ascia lucida in flint, un pugno osseo e un ciondolo in pietra verde, che mostra scambi distanti (silex di Grand-Pressigny, callais). Il tumulo, con la sua altezza di 4 metri, domina il paesaggio, segnando simbolicamente lo spazio funebre. Gli scavi di Lièvre, documentati nel 1883, rimangono un riferimento per lo studio del megalitismo a Charente.
Il dolmen fa parte di una rete di siti megalitici regionali, riflettendo un'occupazione umana organizzata intorno alle pratiche agricole e rituali nel neolitico. La sua prima protezione (1889) lo rese uno dei primi monumenti elencati di Charente, insieme ad altri dolmen come quelli della regione di Angoulême. Studi successivi, in particolare quelli di Roger Joussaume (2016), confermano il suo ruolo negli scambi culturali e tecnici del periodo tra l'Atlantico e il bacino di Parigi.
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