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Dolmen de Chardy a Orsennes dans l'Indre

Patrimoine classé
Patrimoine Celtique
Dolmens
Indre

Dolmen de Chardy a Orsennes

    La Chaume des Beaux
    36190 Orsennes
Proprietà privata
Dolmen de Chardy à Orsennes
Dolmen de Chardy à Orsennes
Crédit photo : Auteur inconnu - Sous licence Creative Commons

Timeline

Néolithique
Âge du Bronze
Âge du Fer
Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
4100 av. J.-C.
4000 av. J.-C.
0
1700
1800
1900
2000
Néolithique
Costruzione di dolmen
1752
Incisioni terminali
1868
Primo ingresso scritto
1889
Monumento storico
1890
Fotografie storiche
1945
Ricerche di Jacques Allain
1982
Ricerca illegale
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Dolmen dit de Chardy (cad. K 291) : classificazione per elenco 1889

Dati chiave

Abbé Mingasson - Storico locale Menzionò i dolmen nel 1868.
Jacques Allain - Medico e archeologo Scavi condotti nel 1945.
Séraphin-Médéric Mieusement - Fotografo I dolmen furono immortalati nel 1890.
Michel Aubrun - Storia Interpretato i segni di confine.

Origine e storia

Il Dolmen du Chardy, situato a Orsennes nel dipartimento di Indre, è una vestigia megalitica datata al neolitico. Si distingue per il suo coperture arrotondate (3 m x 2,90 m) supportato da tre pilastri di granito locali, uno dei quali crollato dopo gli scavi sotterranei nel 1982. Il tavolo ha incisioni: una scanalatura retta e una croce, identificata come segni di confine del 1752 per delineare la terra del convento del Grandmont, così come un cerchio legato al tentativo di tagliare una lapide nel XIX secolo.

Menzionato per la prima volta nel 1868 da Abbé Mingasson, il dolmen fu classificato come monumenti storici nel 1889. Gli scavi archeologici, come quelli effettuati nel 1945 dal Dr. Jacques Allain, rivelarono solo manufatti medievali (moneta ossidata) e cappotti di ceramica, suggerendo disturbi precedentemente non documentati. Il sito è stato anche fotografato nel 1890 da Séraphin-Médéric Miéuseuseuseuseuse, il cui negativo è conservato nella biblioteca dei media del patrimonio.

Il monumento illustra le pratiche funerarie neolitiche, anche se il suo uso esatto rimane incerto a causa di scavi antichi non registrati. Le lastre di granito, una roccia locale che dista 450 m dal sito, evidenziano l'adattamento dei costruttori alle risorse disponibili. I segni di confine del XVIII secolo e il tentativo di riutilizzo nel XIX secolo testimoniano la sua progressiva integrazione nel paesaggio agricolo e sociale locale, molto tempo dopo la sua costruzione.

Ranked tra i primi monumenti storici francesi nel 1889, il dolmen di Chardy incarna sia un raro patrimonio megalitico nella regione Centre-Val de Loire che un oggetto di studio per l'evoluzione dei siti preistorici. Il suo stato attuale, segnato da alterazioni umane, riflette le sfide di preservare i resti archeologici di fronte alle attività successive, dagli antichi scavi ai tentativi di riappropriazione materiale.

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