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Dolmen de Cornevache à Selommes dans le Loir-et-Cher

Patrimoine classé
Patrimoine Celtique
Dolmens
Loir-et-Cher

Dolmen de Cornevache à Selommes

    86 La Fontaine de Brasles
    41100 Selommes
Crédit photo : Chatmouettes - Sous licence Creative Commons

Timeline

Néolithique
Âge du Bronze
Âge du Fer
Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
4100 av. J.-C.
4000 av. J.-C.
0
1900
2000
Néolithique
Costruzione di dolmen
1925
Ricerca archeologica
31 mars 1980
Classificazione monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Dolmen de Cornevache comprendente una striscia di terra di 2, 50 m intorno (Box H 132): per ordine del 31 marzo 1980

Dati chiave

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Origine e storia

Il Dolmen de Cornevache, situato a Selommes nel dipartimento di Loir-et-Cher, è un edificio megalitico risalente al periodo neolitico. Ranked un monumento storico con decreto del 31 marzo 1980, si distingue per la sua struttura in portico, parzialmente rovinato. La camera funeraria, quadrata (2 m lato), è coperta da un tavolo di copertura in arenaria lucido, un materiale raro localmente, mentre le altre lastre sono fatte di calcare Beauce estratto in loco. L'orientamento est-ovest e la presenza di due supporti portanti residui suggeriscono un ingresso ritualizzato.

Durante il suo scavo nel 1925, il sito ha rivelato una strada interna regolare in macerie, così come mobili archeologici modesti: due difese di cinghiale non conformi, ossa umane (principalmente giovani), dieci denti usurati e un frammento rosso ocer. Questi risultati, combinati con lo stato disturbato della camera, suggeriscono un saccheggio precedente. I ricercatori hanno notato che tutte le lastre, ad eccezione della tabella, provengono da risorse locali, evidenziando un adattamento ai materiali disponibili.

L'edificio illustra le pratiche funerarie neolitiche nella regione Centre-Val de Loire, dove i dolmen servirono come sepolture collettive. La sua posizione tra i monumenti storici sottolinea la sua importanza di patrimonio, anche se la sua esatta posizione rimane approssimata (stimata al 5/10). Gli studi, come quelli di Jackie Despriée e Claude Leymarios (1974), lo elencano tra i megaliti emblematici della Loir-et-Cher, evidenziando i danni subiti durante gli scavi iniziali.

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