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Dolmen de Creach-ar-Vren à Plouescat dans le Finistère

Patrimoine classé
Patrimoine Celtique
Dolmens
Finistère

Dolmen de Creach-ar-Vren à Plouescat

    Le Bourg
    29430 Plouescat
Dolmen de Creach-ar-Vren à Plouescat
Dolmen de Creach-ar-Vren à Plouescat
Dolmen de Creach-ar-Vren à Plouescat
Crédit photo : GO69 - Sous licence Creative Commons

Timeline

Néolithique
Âge du Bronze
Âge du Fer
Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
4100 av. J.-C.
4000 av. J.-C.
0
1800
1900
2000
Néolithique
Periodo di costruzione
1890
Primo ingresso scritto
1898
Studio archeologico
15 mars 1909
Classificazione monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Dolmen (caso AL 49): Ordine del 15 marzo 1909

Dati chiave

J. de Rusunan - Ricercatore Menzionò i dolmen nel 1890.
Paul du Châtellier - Archeologo Studiò il sito nel 1898.

Origine e storia

Il Dolmen di Creach-ar-Vren, noto anche come An-Ty-Roc'h, è un vicolo coperto neolitico. Situato sulla città di Plouescat, a Finistère, questo monumento megalitico è parzialmente sepolto sotto la sabbia, lasciando emergere solo due lastre di massiccia copertura. La sua struttura interna è costituita da circa 40 orthostat disposti in due gallerie parallele che servono tre camere, anche se diversi pilastri sul lato est sono crollati sotto il peso delle lastre.

Menzionato per la prima volta da J. de Rusunan nel 1890, poi studiato da Paul du Châtellier nel 1898, il dolmen fu classificato come monumenti storici per ordine del 15 marzo 1909. Le lastre visibili hanno ciotole di erosione sul loro volto superiore, caratteristica dei blocchi di outcrop locali. Il sito illustra l'architettura funeraria collettiva tipica del neolitico in Bretagna, caratterizzata da costruzioni in pietra asciutta destinate a ospitare sepolture.

A seconda delle fonti disponibili, il dolmen è costituito da un tavolo ovale basato su cinque pilastri, con un'apertura orientata ad est. Anche se il suo stato di conservazione è alterato dalla lentezza e dalla parziale subsidenza della sua struttura, rimane un'importante testimonianza delle pratiche funerarie e del know-how tecnico delle comunità neolitiche della regione. La sua classifica nel 1909 evidenzia il suo patrimonio e l'interesse archeologico, integrando la rete di siti megalitici protetti a Finistère.

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