Costruzione di dolmen Néolithique récent / Chalcolithique (≈ 4100 av. J.-C.)
Periodo stimato della sua costruzione megalitica.
1889
Monumento storico
Monumento storico 1889 (≈ 1889)
Protezione ufficiale degli Stati membri.
1892
La scoperta archeologica
La scoperta archeologica 1892 (≈ 1892)
Alex frecciapoint trovato da Germain Sicard.
Depuis 1972
Restauro del monumento
Restauro del monumento Depuis 1972 (≈ 1972)
Lavoro intrapreso dagli appassionati locali.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Dolmen de la Jagantière o Palet de Roland (Box D 329) : classificazione per lista 1889
Dati chiave
Germain Sicard - Archeologo
Trovato un punto freccia nel 1892.
Roland - Figura leggendaria (vicino di Carlo Magno)
Associato a dolmen da una leggenda locale.
Origine e storia
Il Dolmen de la Jagantière, noto anche come Palet de Roland, è un monumento megalitico situato ai piedi del sud-est della montagna nera, a 3 km da Villeneuve-Minervois, nel dipartimento di Aude. Costruito ad un'altitudine di 389 metri, domina le pianure del Minervois e del Narbonnais. La sua tavola coperta è in calcare secco e lunga 2,50 m di larghezza 2,30 m, con uno spessore medio di 0.25 m. Una crepa centrale, attribuita al fulmine, segna questa pietra. Il dolmen è stato classificato come monumenti storici nel 1889, e i lavori di restauro sono stati intrapresi dal 1972 dagli appassionati locali.
Il sito ha subito diverse ricerche clandestine, i cui risultati rimangono sconosciuti. Nel 1892, Germain Sicard scoprì una freccia flint barbed and pedunculated, attestante la sua antica occupazione. Circa 200 metri a ovest è un altro dolmen, quello di Roquetrucade. Una leggenda locale ci dice che la pietra è stata gettata da Roland, nipote di Carlo Magno, come un gigante pallet a Narbona, da cui il suo soprannome "Palet de Roland".
Il dolmen illustra l'importanza delle costruzioni megalitiche nella Francia meridionale durante i recenti periodi neolitici e caldeolitici. Questi monumenti spesso servirono come sepolture collettive o luoghi di culto, riflettendo le pratiche funerarie e le credenze delle comunità agricole sedentarie del tempo. La loro alta posizione, come qui a 389 metri, suggerisce anche un ruolo di riferimento territoriale o simbolico nel paesaggio. La regione Minervois, ricca di resti preistorici, testimonia questa antica occupazione e il suo patrimonio culturale.
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