Costruzione di dolmen Néolithique (≈ 4100 av. J.-C.)
Periodo di costruzione megalitica originale
1910
Classificazione monumento storico
Classificazione monumento storico 1910 (≈ 1910)
Protezione ufficiale con decreto ministeriale
1929
Scavi archeologici
Scavi archeologici 1929 (≈ 1929)
Scoperto da Denizot
1958
Restauro controverso
Restauro controverso 1958 (≈ 1958)
Lavoro e recupero di nuovi resti
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Dolmen de la Pierre Cesée: per ordine dell'8 luglio 1910
Dati chiave
G. Denizot - Archeologo
Ricerca del 1929, scoperta di manufatti
Desmazières - Ricerca locale
Documentazione del folklore e della struttura
Michel Gruet - Specialista dell'autore
Riferimento bibliografico sui megaliti
Origine e storia
Il Dolmen de la Pierre Cesée è un edificio megalitico angelico costruito in arenaria durante il periodo neolitico. Situato a Soucelles, nel dipartimento del Maine-et-Loire, si distingue per la sua camera funeraria di oltre 7 metri di lunghezza, coperta da un unico tavolo di copertura di 8,80 metri, rotto ma ancora in posizione. La struttura è costituita da lastre laterali, una delle quali è alta 2,90 metri, parzialmente sepolta, e un pilastro diviso ma stabile. Scavi nel 1929 rivelarono manufatti come cappotti in ceramica e flint, tra cui un raschietto.
Classificato un monumento storico nel 1910, i dolmen subirono un controverso restauro nel 1958, durante il quale i detriti consegnarono nuovi resti archeologici. La sua architettura originale comprendeva un portico d'ingresso, di cui rimangono solo tracce, e una lastra di tapparella oggi sepolta. Il sito illustra le pratiche funerarie e le tecniche di costruzione megalitica del tempo, mentre porta i segni dei successivi interventi umani.
Folklore locale attribuisce la costruzione del dolmen a una fata, la cui stampa tacco e bastone sarebbe visibile sul tavolo di copertura. Due tradizioni spiegano il suo nome: si evoca una pietra rotta (caese) dai fulmini, l'altra una deformazione di Cesare, in connessione con un menhir vicino chiamato Finger di Cesare. Queste narrazioni riflettono l'immaginazione popolare associata a megaliti, spesso percepite come opere soprannaturali o legate a figure storiche mitiche.
Gli studi dei dolmen si basano in particolare sul lavoro dell'archeologo G. Denizot e sulle osservazioni di Desmazières, che documentavano la sua struttura e il suo contesto archeologico. I resti ceramici e litici scoperti testimoniano un'occupazione umana attiva durante il periodo neolitico, mentre i restauri del XX secolo sollevano domande sui metodi di conservazione del patrimonio megalitico. Il sito rimane un esempio emblematico dell'architettura funeraria angelica, integrata in un paesaggio ricco di monumenti preistorici.
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