Periodo di utilizzo del sito Néolithique moyen et récent (≈ 4100 av. J.-C.)
Dati radiocarbonio su carbone.
1866
Prima menzione e ricerca
Prima menzione e ricerca 1866 (≈ 1866)
Firmato da G. de Closmadeuc, ricerche di sintesi.
1912
Distruzione parziale e scoperta
Distruzione parziale e scoperta 1912 (≈ 1912)
Diffusore rivelando ceramica, segnalato da Zacharie Le Rouzic.
8 mars 1978
Classificazione monumento storico
Classificazione monumento storico 8 mars 1978 (≈ 1978)
Protezione legale del sito minacciato.
1989–1993
Ricerche complete di Lecornec
Ricerche complete di Lecornec 1989–1993 (≈ 1991)
Scoperta di 28.700 frammenti ceramici.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
I dolmen (causa AB 4) : classificazione per decreto dell'8 marzo 1978
Dati chiave
G. de Closmadeuc - Presidente della Società Polimatica
Ha segnalato il sito nel 1866.
Zacharie Le Rouzic - Archeologo
Documentato la distruzione del 1912.
Joël Lecornec - Archeologo
Ha diretto gli scavi dal 1989 al 1993.
Origine e storia
Il dolmen di Bilgroix Point, situato in Arzon, Morbihan, è infatti un vicolo coperto datato dalla Preistoria, in particolare dal Medio e Recente neolitico secondo la datazione al radiocarbonio. Questo monumento megalitico è stato costruito sul lato nord-ovest di Bilgroix Point, 14 metri sul livello del mare. Si compone di una canna a forma di un ferro equino di 17 metri di lunghezza, circondato da pareti di pietra asciutta, e una camera funebre lunga 14 metri, la cui altezza sotto lastra non ha superato 1.60 metri. I materiali utilizzati, principalmente leucogranite estratti in loco, e la struttura a doppia parete riflettono per il tempo sofisticate tecniche architettoniche.
Il sito fu menzionato per la prima volta nel 1866 da G. de Closmadeuc, allora presidente della Società Polimatica Morbihan, che organizzò scavi sommari. Le scoperte iniziali, considerate insignificanti, includono ceramica e flint. Nel 1912, Zacharie Le Rouzic riportò la distruzione parziale del monumento da parte di un proprietario locale durante una radura, rivelando una grande quantità di ceramica. Nel 1961, le opere stradali e l'approvvigionamento idrico portarono alla luce un piccolo arredo archeologico (potterie, flint). Minacciato dal boom turistico degli anni '70, il sito è stato salvato dalla sua classificazione ai monumenti storici nel 1978. Tra il 1989 e il 1993, Joël Lecornec ha effettuato estesi scavi, rivelando quasi 28.700 frammenti di ceramica, utensili flint (comprese le lame del Gran Pressigny) e elementi di ornamento.
Gli scavi hanno anche rivelato una tomba adiacente a sud della canna, delimitata da pareti in pietra, così come una struttura in pietra a secco a forma di "S", la cui funzione rimane sconosciuta. L'arredamento archeologico, conservato dalla Polymathic Society, comprende due gruppi di ceramiche (vasi emisferici e cilindrici/conici), trapani in quarzo e assi dolerite. Quattro datazioni radiocarbonio collocano l'uso del sito tra il Neolitico Medio e il Neolitico recente, combinando ceramica con una facciata Armorica del S.O.M. (Sudovest del Massiccio Armoriano). L'assenza di una camera separata nel vialetto coperto suggerisce un uso funebre collettivo, tipico delle società neolitiche di Breton.
Il progressivo deterioramento del monumento, dovuto alle attività umane (disseminazione, opere moderne) e il suo abbandono come sito di discarica negli anni '70, richiedeva misure di protezione urgenti. La sua classificazione nel 1978 ha permesso di conservare i resti rimanenti, anche se la canna fu parzialmente danneggiata nel 1912, riducendo la sua altezza iniziale da 3 a 4 metri. Gli scavi di Lecornec hanno confermato l'importanza del sito per comprendere le pratiche funebri e artigianali del neolitico in Bretagna, grazie in particolare alla diversità dei mobili litici (silex del Grand Pressigny, dolerite) e della ceramica, riflettendo gli scambi regionali e la padronanza tecnica avanzata.
La passerella coperta Bilgroix si distingue per la sua architettura di corridoio allungata, senza una chiara separazione tra corridoio e camera da letto, e il suo pavimento parzialmente pavimentato. La presenza di una lapide dormiente, una stele rotta riutilizzata, e un camino contenente carboni datati sottolinea la complessità delle attività sul sito, combinando funzioni funerarie, artigianalità (lucidatura, dimensioni flint), e possibilmente rituale. Oggi, il monumento, di proprietà del comune di Arzon, rimane una testimonianza chiave del megalitismo di Breton, illustrando l'evoluzione delle pratiche sociali e tecniche delle comunità neolitiche della regione.
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