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Dolmen des Trois Pierres a Trie-Château dans l'Oise

Patrimoine classé
Patrimoine Celtique
Dolmens
Oise

Dolmen des Trois Pierres a Trie-Château

    Chemin des Groux 
    60590 Trie-Château
Proprietà privata
Dolmen des Trois Pierres à Trie-Château
Dolmen des Trois Pierres à Trie-Château
Dolmen des Trois Pierres à Trie-Château
Crédit photo : JclR - Sous licence Creative Commons

Timeline

Néolithique
Âge du Bronze
Âge du Fer
Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
4100 av. J.-C.
4000 av. J.-C.
0
1700
1800
1900
2000
Néolithique
Periodo di costruzione
1763
Primo ingresso scritto
1836
Ricerca non documentata
1862
Classificazione monumento storico
1876
Ricerca di Vesly e Fitan
début XIXe siècle
Rappresentanza grafica
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Dolmen des Trois-Pierres (Case F): classifica per lista del 1862

Dati chiave

Léon de Vesly - Archeologo Diretto la ricerca del 1876.
Alfred Fitan - Archeologo Collaborato alla ricerca del 1876.

Origine e storia

Il Dolmen des Trois-Pierres, noto anche come Pierre Percée o Pierre Trouée, è una passerella coperta di tipo Seine-Oise-Marne eretta su una collina che domina il fiume Troësne, a Trie-Château (Oise). La sua architettura originale comprende un vestibolo stretto (2 m x 1 m) separato dalla camera funebre (7-8 m di lunghezza) da una lastra forata da un foro circolare di 40-45 cm, chiamato "buco di anime". Questo passaggio simbolico, ora danneggiato, è stato probabilmente usato per introdurre il defunto. Le lastre calcaree locali, estratte da una sporgenza vicina, ora hanno solo un tetto intatto (3,80 m), quello del vestibolo.

La prima menzione scritta del monumento risale al 1763, seguita da un'incisione all'inizio del XIX secolo. Una ricerca non documentata avrebbe avuto luogo nel 1836, ma le uniche indagini verificate risalgono al 1876, condotte da Léon de Vesly e Alfred Fitan. Le loro scoperte sono limitate alle ossa umane vicino all'ingresso, un'ascia lucida in flint, un'ascia non lucidata, cappotti di ceramica grossolana, così come frammenti di tegola romana e bronzo, eventualmente portati da runoff. I dolmen, classificati come monumento storico nel 1862, furono parzialmente danneggiati da questi scavi.

Il sito fa parte di un più ampio paesaggio megalitico: un menhir (Bois de la Garenne) si trova a 200 m a nord-est, e diverse stazioni neolitiche sono elencate in pochi chilometri. Due leggende locali sono associate: il primo attribuisce la sua costruzione a fate che trasportano le pietre nel loro grembiule; il secondo descrive il monumento "crescita" della terra come pianta. La lastra forata, considerata curativa, serviva come rituale per i bambini malati, passava attraverso il buco, o i neonati esposti sulla sua superficie.

Gli scavi del 1876 rivelarono un terreno pavimentato in opus incertum e modesti mobili funerari, forse riflettendo le pratiche di sepoltura collettiva del neolitico. L'ascia levigata scoperta nelle vicinanze del XX secolo conferma l'occupazione umana sostenibile nella regione. Le società apprese del XIX secolo, affascinate da questa vestigia, hanno elaborato diversi piani, testimoniando il suo primo interesse scientifico.

Ranked tra i primi monumenti storici francesi (lista del 1862), il dolmen illustra l'architettura megalitica del bacino di Parigi, portando le tracce del suo sfruttamento e della sua mitificazione nel corso dei secoli. Il suo presente, anche se frammentario, lo stato lo rende un raro testimone di credenze e tecniche neolitiche nella Hauts-de-France.

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