Periodo di costruzione Néolithique (≈ 4100 av. J.-C.)
Erezione di dolmen e uso sepolcrale.
1763
Primo ingresso scritto
Primo ingresso scritto 1763 (≈ 1763)
Documento storico che cita i dolmen.
1836
Ricerca non documentata
Ricerca non documentata 1836 (≈ 1836)
Intervento archeologico senza record.
1862
Classificazione monumento storico
Classificazione monumento storico 1862 (≈ 1862)
Protezione tra i primi siti francesi.
1876
Ricerca di Vesly e Fitan
Ricerca di Vesly e Fitan 1876 (≈ 1876)
Scoperta di ossa e oggetti funerari.
début XIXe siècle
Rappresentanza grafica
Rappresentanza grafica début XIXe siècle (≈ 1904)
Incisione originale che illustra il monumento.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Dolmen des Trois-Pierres (Case F): classifica per lista del 1862
Dati chiave
Léon de Vesly - Archeologo
Diretto la ricerca del 1876.
Alfred Fitan - Archeologo
Collaborato alla ricerca del 1876.
Origine e storia
Il Dolmen des Trois-Pierres, noto anche come Pierre Percée o Pierre Trouée, è una passerella coperta di tipo Seine-Oise-Marne eretta su una collina che domina il fiume Troësne, a Trie-Château (Oise). La sua architettura originale comprende un vestibolo stretto (2 m x 1 m) separato dalla camera funebre (7-8 m di lunghezza) da una lastra forata da un foro circolare di 40-45 cm, chiamato "buco di anime". Questo passaggio simbolico, ora danneggiato, è stato probabilmente usato per introdurre il defunto. Le lastre calcaree locali, estratte da una sporgenza vicina, ora hanno solo un tetto intatto (3,80 m), quello del vestibolo.
La prima menzione scritta del monumento risale al 1763, seguita da un'incisione all'inizio del XIX secolo. Una ricerca non documentata avrebbe avuto luogo nel 1836, ma le uniche indagini verificate risalgono al 1876, condotte da Léon de Vesly e Alfred Fitan. Le loro scoperte sono limitate alle ossa umane vicino all'ingresso, un'ascia lucida in flint, un'ascia non lucidata, cappotti di ceramica grossolana, così come frammenti di tegola romana e bronzo, eventualmente portati da runoff. I dolmen, classificati come monumento storico nel 1862, furono parzialmente danneggiati da questi scavi.
Il sito fa parte di un più ampio paesaggio megalitico: un menhir (Bois de la Garenne) si trova a 200 m a nord-est, e diverse stazioni neolitiche sono elencate in pochi chilometri. Due leggende locali sono associate: il primo attribuisce la sua costruzione a fate che trasportano le pietre nel loro grembiule; il secondo descrive il monumento "crescita" della terra come pianta. La lastra forata, considerata curativa, serviva come rituale per i bambini malati, passava attraverso il buco, o i neonati esposti sulla sua superficie.
Gli scavi del 1876 rivelarono un terreno pavimentato in opus incertum e modesti mobili funerari, forse riflettendo le pratiche di sepoltura collettiva del neolitico. L'ascia levigata scoperta nelle vicinanze del XX secolo conferma l'occupazione umana sostenibile nella regione. Le società apprese del XIX secolo, affascinate da questa vestigia, hanno elaborato diversi piani, testimoniando il suo primo interesse scientifico.
Ranked tra i primi monumenti storici francesi (lista del 1862), il dolmen illustra l'architettura megalitica del bacino di Parigi, portando le tracce del suo sfruttamento e della sua mitificazione nel corso dei secoli. Il suo presente, anche se frammentario, lo stato lo rende un raro testimone di credenze e tecniche neolitiche nella Hauts-de-France.
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