Il Dolmen dit la Pierre Folle, chiamato anche dolmen de la Feuille, è un edificio megalitico situato nel villaggio di La Feuille, sul comune di Saint-Priest-la-Feuille (Creuse, Nouvelle-Aquitaine). Datato dal neolitico, si distingue per la sua tavola di copertura ovale di 4 metri di lunghezza con uno spessore variabile di 0,85 a 1,10 metri. Questa lastra è alta 1.80 m su quattro orthostats (sette pilastri erano ancora visibili all'inizio del XX secolo). La camera funeraria, circolare, ha dimensioni di 2,10 m di lunghezza per 2 m di larghezza per 1,70 m di altezza. Tutte le lastre sono in granito locale, tipico degli edifici megalitici della regione.
La storia dei dolmen è segnata da scavi non metodici intorno al 1845, quando un proprietario ha rimosso un pilastro per esplorare la stanza. Un ascia flint è stato poi scoperto in un "biscotto di pietra", accompagnato da detriti di piastrelle gallo-romane e ceramica intorno al monumento, suggerendo il riuso o l'uso successivo. Questi elementi attestano una continua occupazione umana, anche se il dolmen stesso risale al neolitico. Il sito è stato inserito nell'inventario dei monumenti storici il 24 giugno 1938, riconoscendo il suo valore di patrimonio.
Una leggenda locale ci dice che i dolmen coprono balli di lastra nella notte di Natale, un'ipotesi forse ispirata al suo precario equilibrio. Questo folklore, trasmesso per via orale, aggiunge una dimensione mistica a questo monumento già enigmatico. Studi archeologici, come quelli condotti da E. de Beaufort (1851) o Claire Gautran-Moser (1976), evidenziano la sua importanza nel contesto regionale dei megaliti Creuse. Le descrizioni tecniche, in particolare quelle di C. Laborde (1959), specificano le sue caratteristiche architettoniche, come la forma emisferica del tavolo o la scomparsa di un supporto nel XIX secolo.
Il Dolmen de la Pierre Folle illustra le pratiche funerarie neolitiche, con una camera circolare tipica delle sepolture collettive dell'epoca. Tracce di taglio sul tavolo suggeriscono antichi tentativi di riutilizzare la pietra, mentre gli artefatti gallo-romani indicano una posterità ben oltre la sua costruzione originale. Oggi, il sito rimane una grande testimonianza del megalitismo di Limousin, accessibile al pubblico e richiamato in basi di patrimonio come Mérimée.
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