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Dolmen dit La Pierre Levée à Ardillières en Charente-Maritime

Patrimoine classé
Patrimoine Celtique
Dolmens
Charente-Maritime

Dolmen dit La Pierre Levée à Ardillières

    Boussay
    17290 Ardillières
Proprietà privata
Dolmen dit La Pierre Levée à Ardillières
Dolmen dit La Pierre Levée à Ardillières
Dolmen dit La Pierre Levée à Ardillières
Dolmen dit La Pierre Levée à Ardillières
Dolmen dit La Pierre Levée à Ardillières
Crédit photo : Tux-Man - Sous licence Creative Commons

Timeline

Néolithique
Âge du Bronze
Âge du Fer
Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
4100 av. J.-C.
4000 av. J.-C.
0
1800
1900
2000
Néolithique
Costruzione di dolmen
1820
Prima descrizione scritta
XIXe siècle (2e moitié)
Scavi archeologici
1889
Classificazione monumento storico
1896
Studio di Gabriel de Mortillet
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Dolmen dit La Pierre Levée: classificazione per lista del 1889

Dati chiave

Chaudruc de Cazannes - Descrittore (1820) Autore della prima descrizione conosciuta.
René Primevère Lesson - Archeologo (XIXe) Scavi condotti sul sito.
Charles Rigaud - Archeologo (1873) Le ricerche hanno rivelato un disco osseo.
Gabriel de Mortillet - Antropologo (1896) Studiò i megaliti di Charente-Maritime.

Origine e storia

Il dolmen dit La Pierre Levée, situato ad Ardillières a Charente-Maritime, è un monumento megalitico del Neolitico. Si compone di quattro orthostat (compreso uno strato) che delimitano una camera sepolcrale rettangolare (2,15 m x 1,40 m), coperta da un tavolo calcareo lungo 2,80 m. Il tavolo ha una cupula, mentre un orthostate ha un'incisione a forma di sedere, rara nel dipartimento. Il sito, citato dalla Mappa di Cassini (18 ° secolo), è stato cercato nel XIX secolo da René Primevère Lesson e Charles Rigaud, rivelando un disco osseo inciso.

Classificato un monumento storico nel 1889, i dolmen sono associati a leggende locali: uno lo rende una "porta dell'inferno" senza ritorno, l'altro evoca un tutore sotterraneo fata. Le lastre, in calcare locale, potrebbero provenire da una vicina cava. Il monumento illustra le pratiche funerarie neolitiche, con una stanza rivolta a sud-est, tipica delle sepolture collettive di questo periodo.

Gli scavi del XIX secolo, sebbene limitati, rivelarono un oggetto archeologico unico: un disco osseo perforato e inciso. Questo dolmen, studiato da Gabriel de Mortillet nel 1896, rimane una notevole testimonianza di arte megalitica regionale. La sua prima protezione (1889) ha sottolineato la sua importanza di patrimonio, rafforzata dalla sua rappresentazione sulle mappe storiche e le sue peculiarità architettoniche, come la decorazione incisa.

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