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Dolmen du Grand-Bouillac a Saint Vincent-sur-Jard à Saint-Vincent-sur-Jard en Vendée

Patrimoine classé
Patrimoine Celtique
Dolmens
Vendée

Dolmen du Grand-Bouillac a Saint Vincent-sur-Jard

    Le Grand Bouillac 
    85520 Saint-Vincent-sur-Jard
Proprietà privata
Dolmen du Grand-Bouillac à Saint-Vincent-sur-Jard
Dolmen du Grand-Bouillac à Saint-Vincent-sur-Jard
Dolmen du Grand-Bouillac à Saint-Vincent-sur-Jard
Dolmen du Grand-Bouillac à Saint-Vincent-sur-Jard
Dolmen du Grand-Bouillac à Saint-Vincent-sur-Jard
Crédit photo : Llann Wé² - Sous licence Creative Commons

Timeline

Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1800
1900
2000
1841
Primo ingresso scritto
1901-1905
Ricerca e restauro
1969
Missing Menhirs
30 avril 1991
Classificazione MH
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Dolmen du Grand-Bouillac (Case ZI 46): Ordine del 30 aprile 1991

Dati chiave

Léon Audé - Storico locale Menzionò i dolmen nel 1841.
Marcel Baudouin - Archeologo Il sito è stato cercato e restaurato nel 1901.
Georges Lacouloumère - Archeologo Baudouin collaboratore durante gli scavi.
Abbé Baudry - Testimonianza storica Tre menhir intorno al 1862.

Origine e storia

Il Dolmen du Grand-Bouillac, noto anche come Palet de Gargantua, è un sito megalitico iconico di Saint-Vincent-sur-Jard, a Vendée ( Pays de la Loire). Questo monumento, classificato come monumenti storici nel 1991, si distingue per la sua struttura di arenaria locale e la sua storia archeologica turbolenta. Il suo nome popolare deriva da una leggenda che il gigante Gargantua, che attraversa la valle Bouillac per giocare bocce, ha lasciato cadere uno dei suoi pallet, mentre il Pierre-qui-vire de Longeville-sur-Mer ha incarnato la chiglia.

I primi documenti scritti risalgono al 1841, quando Léon Audé descrisse i dolmen e un vicino tertre conico, probabilmente legato ad un antico mulino. Gli scavi effettuati nel 1901 e nel 1905 da Marcel Baudouin e Georges Lacouloumère, anche se controversi per il loro metodo di "ristorazione", hanno permesso di scoprire un ricco arredamento archeologico: strumenti ossei e flint (poisons, frecce, ascia lucida), ceramiche campaniformi decorate e ossa umane. Questi manufatti, risalenti all'età caldeo del rame, sono ora conservati al Musée Sainte-Croix des Sables-d'Olonne. Il dolmen, probabilmente un dolmen con un corridoio appartato prima del suo crollo, è stato riferito circondato da tre menhirs oggi scomparso, vittime del ri-membro del 1969.

Oltre il suo interesse archeologico, il sito è abbondato da folklore. La leggenda del gioco di palla d'oro nascosto sotto i dolmen ha attirato cacciatori di tesori all'inizio del XX secolo, senza successo. Queste storie, combinando storia e immaginazione, illustrano l'attaccamento dei locali a questo patrimonio, mettendo in evidenza le sfide della sua conservazione. Fonti bibliche, come il lavoro di Bertrand Poissonnier, confermano la sua importanza nel panorama megalitico della Vendee, insieme ad altri siti classificati della regione.

Collegamenti esterni