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Dolmen du Mas Payrot à Saint-Michel-de-Llotes dans les Pyrénées-Orientales

Pyrénées-Orientales

Dolmen du Mas Payrot

    Route Sans Nom
    66130 Saint-Michel-de-Llotes

Timeline

Néolithique
Âge du Bronze
Âge du Fer
XIXe siècle
Époque contemporaine
4100 av. J.-C.
4000 av. J.-C.
200 av. J.-C.
1900
2000
Néolithique
Costruzione di dolmen
IIIe–IIe siècle av. J.-C.
Graffite su lastre
26 novembre 1959
Registrazione per monumenti storici
1966
Scoperta di placche incise
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Dolmen du Mas Payrot (causa B 223): entrata per ordine del 26 novembre 1959

Dati chiave

Jean Abélanet - Archeologo o ricercatore Collezionava placche incise nel 1966.

Origine e storia

I dolmen di Mas Payrot, chiamati anche dolmens de los Masos, sono due monumenti megalitici situati nel comune di Saint-Michel-de-Llotes, nei Pyrénées-Orientales. Queste strutture funerarie, caratteristiche del neolitico, sono costituite da camere delimitate da lastre di scisto, ora parzialmente crollate o rotte. Il primo dolmen, di forma poligonale accidentale, ha orthostats inclinato verso ovest e una mancanza di tavola di copertura. Il suo tumulo, mascherato dalla vegetazione, appare circolare con un diametro stimato tra 8 e 10 metri. Una sottile lastra vicino al terreno può essere servita come soglia o chiusura.

Il secondo dolmen, situato a circa 200 metri a ovest del primo, è un piccolo edificio rovinato le cui lastre sono state gravemente erose. La sua camera, delimitata da tre orthostats, conserva una lastra di rivestimento del pavimento. Una caratteristica notevole è la presenza di incisioni lineari incise su una grande lastra sud, così come graffiti datati tra il III e il II secolo a.C. Debris di placche di shale incise con pentacoli, raccolte nel 1966 da Jean Abélanet, attesta il riutilizzo o l'uso post-costruzione.

Entrambi i dolmen furono registrati come monumenti storici per ordine del 26 novembre 1959. Il loro stato di conservazione precaria è spiegato da movimenti di pietra accidentali, precedenti violazioni e erosione naturale. Il sito, anche se non accessibile, offre una preziosa testimonianza delle pratiche funerarie e artistiche delle comunità neolitiche dei Pirenei-Orientali. La fitta vegetazione e una parete di partizionamento attraverso il tumulo dei primi dolmen complicano il loro studio e lo sviluppo.

Il contesto archeologico locale suggerisce che questi dolmen erano parte di una rete di sepolture collettive, tipiche del neolitico nella Francia meridionale. La loro vicinanza geografica e simili caratteristiche architettoniche possono indicare l'uso contemporaneo o relativo da parte degli stessi gruppi umani. Le successive incisioni e graffiti evidenziano un uso prolungato del sito, ben oltre il suo periodo iniziale di costruzione.

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