Logo Musée du Patrimoine

Tutto il patrimonio francese classificato per regioni, dipartimenti e città

Dolmens à Névez dans le Finistère

Finistère

Dolmens

    104 Kerascoët
    29920 Névez

Timeline

Âge du Fer
Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
100 av. J.-C.
0
1700
1800
1900
2000
5000 av. J.-C.
Primo corridoio dolmens
3000 av. J.-C.
Emergenza delle navate coperte
1799
Prima menzione scritta moderna del termine *dolmen*
1980
Registrazione di Nevez dolmens
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Dolmens (ZE 152): entrata per ordine del 25 luglio 1980

Dati chiave

Théophile-Malo de La Tour d'Auvergne-Corret - Érudit Breton Prima di usare il termine *dolmin* intorno al 1790.
Pierre Jean-Baptiste Legrand d'Aussy - Storia e archeologia Popolarizzò il termine *dolmen* nel 1799.
Jacques Cambry - Scrittore e viaggiatore Risolto l'ortografia *dolmen* nel 1805.

Origine e storia

I delfini sono tombe megalitiche risalenti al periodo neolitico, inizialmente coperte da un tumulo o da una canna. Queste strutture, composte da grandi lastre ruvide, ospitavano camere sepolcrali destinate a sepolture collettive e riutilizzabili nel corso dei secoli. A Nevez, in Bretagna, questi monumenti illustrano un'architettura funeraria tipica dell'Europa occidentale, con varianti locali come semplici dolmen o corridoio.

Il termine dolmen deriva dal taol di Breton (tavolo) e maen (pietra), popolarizzato nel XIX secolo da studiosi come Theophile-Malo de La Tour d'Auvergne-Corret. Anche se contestato dai sedativi, che lo preferiscono lia o lia, la parola è stata imposta in archeologia per designare queste sepolture. I delfini erano luoghi di culto e di memoria, dove le ossa del defunto venivano talvolta manipolate durante i riti, come dimostrano tracce di libazioni e offerte.

I dolmen di Nevez, registrati come Monumenti Storici nel 1980, fanno parte di una ricca tradizione megalitica di Breton segnata da costruzioni risalenti al 5000 a.C. I loro mobili funerari (vasi, strumenti flint, rifiniture) offrono preziose informazioni sulle società neolitiche, sui loro scambi e sulle pratiche spirituali. Questi monumenti, spesso saccheggiati o erosi, rivelano ancora dettagli di organizzazione sociale e credenze del tempo.

Architettonicamente, i dolmen Breton variano tra modelli semplici (sala aperta direttamente all'esterno) e quelli complessi (un corridoio, transepted o piegato). Nevez può appartenere a una di queste categorie, anche se il loro stato attuale non sempre consente una classificazione precisa. La loro distribuzione in Bretagna, come nel resto dell'Europa occidentale, riflette una densità eccezionale di siti megalitici, legati a vaste reti culturali e commerciali.

La funzione primaria dei dolmen era funeraria, ma il loro riuso nel corso dei millenni (dal Neolitico all'età del ferro) suggerisce anche un ruolo simbolico e comunitario. Gli scavi hanno mostrato tracce di sepolture multiple, talvolta accompagnate da riti come esposizione ossea temporanea. A Nevez, come altrove, questi monumenti probabilmente servirono come memoriali per clan o famiglie in una società in cui la morte era centrale.

Collegamenti esterni