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Dolmen à Langeac en Haute-Loire

Dolmen

    115 Poursanges
    43300 Langeac
Proprietà privata

Timeline

Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
700
800
1800
1900
2000
Haut Moyen Âge
Costruzione del monumento
1862
Classificazione monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Dolmen (Case D 535): classifica per lista del 1862

Dati chiave

Information non disponible - Nessun carattere storico identificato Legenda locale non assegnata

Origine e storia

Il Dolmen de Saint-Marceau è un edificio situato nel comune di Langeac, Haute-Loire, nella regione Auvergne-Rhône-Alpes. Anche se designato come dolmen, una struttura generalmente associata al neolitico, la sua datazione risale al primo Medioevo, rendendo la sua denominazione tradizionale discutibile. Questo monumento è stato classificato come monumenti storici nel 1862, evidenziando la sua importanza antica del patrimonio.

Secondo una leggenda locale, questo sito è legato alla tragica storia di un leader arbe e di sua moglie. Quest'ultimo sarebbe morto in una battaglia vinta dal marito, che, incapace di sopportare il suo dolore, sarebbe annegato in un lago vicino. Gli abitanti del villaggio poi scavarono una roccia per creare due tombe, simboleggiando la loro eterna unione. Questa leggenda, sebbene poetica, non permette la data precisa dell'origine del monumento.

L'edificio si trova proprio al cosiddetto Croix de Saint-Marceau a Langeac. La sua esatta posizione è elencata nel database Merimée sotto il codice catastale D 535. Anche se la sua posizione è considerata "a priori soddisfacente" (livello 6 su scala di precisione), nessuna informazione aggiuntiva specifica la sua accessibilità o stato attuale di conservazione.

Il dolmen de Saint-Marceau illustra le sfide della classificazione dei monumenti antichi, dove le denominazioni tradizionali (come "dolmen") possono persistere nonostante le date successive più precise. La sua prima classifica nel 1862 riflette l'interesse a preservare i resti fin dal XIX secolo, anche quando la loro interpretazione storica si evolve con la conoscenza archeologica.

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