Costruzione stimata 3500 av. J.-C. (≈ 100 av. J.-C.)
Periodo caldeolitico, cultura di Veraza.
836
Primo ingresso scritto
Primo ingresso scritto 836 (≈ 836)
Carta carolingia citando dolmen come confine territoriale.
1891
Sicard de Rivière ricerche
Sicard de Rivière ricerche 1891 (≈ 1891)
Scoperta di ossa e oggetti in shale e flint.
1943
Protezione dei dintorni
Protezione dei dintorni 1943 (≈ 1943)
Registrazione per monumenti storici.
1946
Indagine su Jean Arnal
Indagine su Jean Arnal 1946 (≈ 1946)
Conferma della struttura del corridoio del terzo millennio.
1969
Classificazione dei dolmen
Classificazione dei dolmen 1969 (≈ 1969)
Decreto ministeriale dopo le ricerche di Jean Guilaine.
1993
Ricerca di Guilaine
Ricerca di Guilaine 1993 (≈ 1993)
Studio di tumulo e scoperta di un monolite fratturato.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Dati chiave
Germain Sicard de Rivière - Archeologo
Ricerche del 1891, scoperta di ossa e strumenti.
Jean Arnal - Archeologo
1946 sondaggio conferma corridoio dolmen.
Jean Guilaine - Preistoria
Ricerche (1962-1965, 1993) e restauro del monumento.
Origine e storia
Il Dolmen Lo Morrel dos Fados ("Hill of the Fairies" in Occitano) è un eccezionale monumento megalitico situato a Pépieux, ai margini dell'Aude e dell'Hérault. Menzionato fin dall'836 in una carta carolingia come arca antiquitus fatta (una cassaforte costruita in tempi antichi), segna un confine territoriale tra le ville Monte Filinense (ora Montflanès) e Maximiano. Questo dolmen, attribuito alle fate della tradizione locale, fu chiamato anche Palet de Roland o Palet du Géant, evocando una leggenda di pietre gettate da un mitico eroe.
In parte cercato nel 1891 da Germain Sicard de Rivière, il sito rivelò poi una lastra calcarea inclinata poggiante su tre pilastri di arenaria. Gli scavi successivi, in particolare quelli di Jean Arnal (1946) e Jean Guilaine (1962-1965 e 1993), hanno confermato la sua struttura dolmen su un corridoio, tipico del terzo millennio a.C. Classificato un monumento storico nel 1969, è stato restaurato più volte (1972, 1997-98) per preservare il suo tumulo e il suo corridoio di 12 metri, portando a un antecamera e una camera funebre coperta da una lastra di 30 tonnellate.
I mobili archeologici scoperti (ossa bruciata, ceramica, utensili in legno di cervo, dischi di scisto) attestano una metallurgia emergente tra il 3400 e il 2900 a.C., legata ai depositi di rame del Minervois. Il dolmen, costruito intorno al 3500 a.C. dalla cultura di Veraza, illustra le pratiche funebri e simboliche delle società caldeolitiche. Il suo tumulo, inizialmente modesto, è stato ampliato e consolidato nel corso dei secoli, mentre le pietre o i pilastri di arenaria, come un monolite fratturato scoperto nel 1993, suggeriscono accordi rituali.
I dintorni del sito erano protetti fin dal 1943, e il comune di Pépieux acquisì la terra nel 1989 per creare un recinto di 1,53 ettari. Successivi restauri (alzamento di pilastri, camuffamento di strutture moderne, ricostruzione di muri di pietra secca) volti a restaurare il monumento al suo aspetto originale. Oggi, questo dolmen testimonia sia l'ingegneria neolitica che le credenze associate a fate, figure mitiche spesso legate a megaliti in Occitanie.
La lastra di copertura, realizzata in pietra calcarea con Nummulites, deriva probabilmente dalla caussa Siran, situata a 3 km di distanza, evidenziando lo sforzo collettivo necessario per il suo trasporto. Gli scavi del 1993 hanno anche rivelato un impingement artificiale associato ad un blocco regolarizzato di arenaria, forse una stele indicatore o un pilastro. Questo monumento, unico per le sue dimensioni (24 m di sviluppo), differisce dai vicoli coperti dal suo corridoio stretto che conduce ad una camera funebre allargata, riflettendo una gerarchia spaziale nei riti funerari.