Violazione del Dolmen n. 3 VIe siècle (≈ 650)
Foro scavato, ceramica sigillata trovata.
1962
Scoperta e primi scavi
Scoperta e primi scavi 1962 (≈ 1962)
Georges Bérard scopre e cerca dolmens da 1 a 3.
1986
Ricerca Dolmen #4
Ricerca Dolmen #4 1986 (≈ 1986)
Ultimi dolmen studiati, ricchi di mobili campaniformi.
1988
Protezione dei monumenti storici
Protezione dei monumenti storici 1988 (≈ 1988)
Iscrizione (n°13) e classificazione (n°4).
1992
Restauro di dolmen 2 e 3
Restauro di dolmen 2 e 3 1992 (≈ 1992)
Lavoro di Hélène Barge.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Dati chiave
Georges Bérard - Archeologo
Discoverer e ricercatore dei dolmens (1962).
Hélène Barge - Ristorante e archeologia
Restauro di dolmen 2 e 3 (1992).
Origine e storia
I dolmen degli Adrets formano una serie megalitica di quattro sepolture collettive situate a Brignoles, nel Var. Scoperte nel 1962 da Georges Bérard, sono state ricercate nello stesso anno (n°1 a 3) e nel 1986 (n°4). La loro semplice architettura, con camere rettangolari o quadrate e tumulo ovale, rivela pratiche funerarie evolutive, dal caldeolitico all'età del bronzo. Dolmen n. 4, il più recente, si distingue per i suoi mobili campaniformi e l'assenza di ossa bruciate.
Gli scavi hanno rivelato strati archeologici disturbati da occupazioni successive (Romani, medievali) e saccheggi. Dolmen n. 1, usato come rifugio dai tempi antichi, conserva tre strati datati dal Calcolo all'età del bronzo. No. 2, restaurato nel 1992, ospitato depositi inceneriti protetti da lastre. Il numero 3, violato nel VI secolo, conteneva ceramiche sigillate. No. 4, il meglio conservato, consegnato 1.677 denti umani, suggerendo 89 sepolture, e un arredamento ricco (manigliatore flint, perle, collane).
Classificato o elencato come monumenti storici dal 1988, questi dolmens illustrano le pratiche funerarie protostoriche in Provenza. I loro mobili (vasi campaniformi, cornici a freccia) e la loro architettura (tumulo, copertura lastre) testimoniano ad una società organizzata, dove le sepolture collettive hanno svolto un ruolo importante sociale e simbolico. I restauri (1992) e gli studi successivi (Bérard, Barge) hanno parzialmente ricostruito la loro storia nonostante le perturbazioni.
Il dolmen n°4 si distingue per il suo tavolo di copertura intatto (3,5 tonnellate), raro nel Var, e le sue pratiche funerarie uniche: i corpi, depositati senza sepoltura, sono stati disarticolati dopo la decomposizione, le ossa classificate per tipo lungo le pareti. Questa organizzazione metodica, combinata con mobili abbondanti (60 teasse in ceramica, elementi ornamentali), suggerisce un sito di importanza regionale, utilizzato nel corso dei secoli.
Fonti archeologiche (Bérard, Roudil, Barge) evidenziano l'eccezionale concentrazione di resti (da 150 a 200 persone sepolte) e la diversità di manufatti, dal caldeo all'età del ferro. I Dolmens des Adrets, a causa del loro stato di conservazione e della loro ricchezza documentaria, sono una pietra miliare nella comprensione delle società megalitiche della Provenza-Alpi-Costa Azzurra.