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Edificio, 117 Grande Rue à Besançon dans le Doubs

Doubs

Edificio, 117 Grande Rue

    117 Grande Rue
    25000 Besançon

Timeline

Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1800
1900
2000
1801
Ispirazione del letto di Madame Récamier
1838
Costruzione di un edificio
2e quart XIXe siècle
Periodo di costruzione
16 septembre 2024
Registrazione per monumenti storici
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

L'edificio, 117 Grande Rue, in totale, si trova 117 Grande Rue, al Parcel n. 189, che appare nella sezione cadastre AC del comune, come delimitato in rosso sul piano allegato al decreto: iscrizione per ordine del 16 settembre 2024

Dati chiave

Pierre Marnotte - Architetto di Besançon City Produttore dell'edificio e 40 fronti.
Jean-Baptiste Caillon - Confessore e sponsor Il primo proprietario dell'edificio nel 1838.

Origine e storia

L'edificio situato al 117 Grande Rue di Besançon, eretto nel 2 ° trimestre del XIX secolo (1838), è una costruzione dell'architetto comunale Pierre Marnotte per il confettore Jean-Baptiste Caillon. La sua facciata, sobria ed equilibrata, ha 5 campate e 2 piani quadrati, mentre il fronte commerciale fa parte di una serie di circa 40 opere simili firmate Marnotte in città. L'interno, invece, rivela un lusso discreto e simbolico: pilastri in scatola, capitelli compositi, e un soffitto con scomparti geometrici animano il negozio al piano terra.

Il primo piano ospita un soggiorno con un arredamento in stucco eccezionale, mescolando i leoni alato mid-griffon disposti su pavimenti in vetro e una rosetta in parquet. Le porte, ornate da bassorilievi allegorici (come la Notte, ragazza lunare che tiene le torce), sarebbero ispirate al letto di Madame Récamier (1801, Louvre). La sala da pranzo più elegante conserva l'impronta di una stufa mancante, mentre una camera vicina mostra capitelli lotiformi nell'alcova. Questi motivi, presi in prestito dall'antico Egitto o dalla Grecia, riflettono l'eclettismo romantico del tempo.

Al secondo piano, la sala da pranzo gioca sui riferimenti Bacchic: i pilastri ionici montano timpani in vetro, coronati da viti e ghirlande d'uva. Il rosace del soffitto, composto da foglie di cavolo, richiama la destinazione culinaria della stanza – una firma di Marnotte, adept di decorazioni parlanti. La stanza adiacente, in stile zucca, moltiplica le arcate, pilastri ionici, e pannelli ornati con decidue (attributi di Hermes, dio di mercanti), evidenziando la professione del patrono. Le porte false rappresentano l'amore su carri armati di artigli, simboli di protezione e abbondanza.

La camera da letto al secondo piano culmina in raffinatezza con una nebbia di camino con pilastri di vetro, decorata con motivi vegetali dorati su fondo nero (tecnica fissa sotto vetro). Una nicchia ospita una ciotola di frutta rotonda, dipinta naturalmente. Questi elementi, uniti all'iconografia mitologica, testimoniano un programma decorativo coerente, mescolando funzionalità borghesi, simbolismo protettivo e riferimenti antichi. L'edificio, registrato con i Monumenti Storici nel 2024, illustra l'età d'oro dell'architettura bisontina sotto la monarchia di luglio.

L'opera di Marnotte si distingue per il suo eclettismo controllato: la rilettura dell'antichità (pumpio, egiziano, greco), l'integrazione dei simboli legati al commercio (fatto, graffi) e l'adattamento delle decorazioni agli usi dei pezzi. Il confettore Caillon, uno sponsor, lo vede sia come uno strumento professionale (attraente negozio) sia come simbolo di successo sociale (siepi e camere decorate). Questo edificio incarna così le aspirazioni di una crescente borghesia, ansioso di combinare utilità, bellezza e borsa di studio.

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