Prima menzione della chiesa 951 (≈ 951)
La contessa Mathilde di Ampugnani chiede di essere sepolta lì.
XVe siècle
Cambio di possesso
Cambio di possesso XVe siècle (≈ 1550)
Passate ai Camaldules dopo i Benedettini.
1646
Cappella in rovina
Cappella in rovina 1646 (≈ 1646)
Menzione in una relazione episcopale.
1954
Restauro dell'edificio
Restauro dell'edificio 1954 (≈ 1954)
Opere dopo secoli di degrado.
18 octobre 1983
Monumento storico
Monumento storico 18 octobre 1983 (≈ 1983)
Protezione ufficiale dello Stato francese.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Chiesa di Santa Maria (Box B 320): Ordine del 18 ottobre 1983
Dati chiave
Mathilde d'Ampugnani - Contessa
Richiesto la sepoltura nel 951.
Marliani - Vescovo di Mariana e Accia
Rapportò le rovine nel 1646.
Origine e storia
La Chiesa di Santa Maria de Pruno, situata nell'Alta Corsica, è un edificio religioso di architettura romanica, costruito principalmente nei secoli XI e XII. Si distingue per il suo piano allungato, composto da una sola navata coperta da un apparente telaio in legno e un'abside a volta in cul-de-four. Il suo apparato costruttivo rivela due fasi distinte: il più antico, visibile sulla parete nord e parte della parete sud, utilizza pietre piane alternate a lastre di taglio, tipiche delle tecniche medievali locali.
La chiesa era originariamente annessa all'abbazia benedettina di San Salvador e San Mamiliano, situata sull'isola di Monte Cristo. Già nel 951, fu menzionato come esistente, la contessa Mathilde d'Ampugnani gli chiese addirittura di essere sepolto lì. Nel XV secolo, passò sotto il possesso dei Camalduli, un ordine monastico riformato. Una cappella romanica, probabilmente costruita tra il XII e il XIII secolo, fu citata in rovine nel 1646 durante una visita pastorale, prima di essere restaurata nel 1954.
Classificata come monumento storico nel 1983, la Chiesa di Santa Maria illustra gli stretti legami tra comunità religiose e autorità locali della Corsica nel Medioevo. La sua storia riflette anche le trasformazioni architettoniche e spirituali della regione, segnate da influenze benedettine e poi Camaldules. Il restauro moderno ha conservato questo patrimonio, anche se la sua esatta posizione rimane approssimata secondo fonti disponibili.
La struttura attuale conserva tracce dei due periodi di costruzione, con una navata caratteristica e un cul-de-four abside. I materiali utilizzati, come pietre piatte e lastre, testimoniano le risorse locali e il know-how del tempo. Nonostante le testimonianze di rovine del XVII secolo, l'edificio sopravvisse grazie ai successivi interventi, evidenziando la sua importanza storica e culturale per Pruno e Haute-Corse.
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