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Chiesa della Madonna dell'Assunzione à Jou-sous-Monjou dans le Cantal

Cantal

Chiesa della Madonna dell'Assunzione

    4 Place de L’Eglise
    15800 Jou-sous-Monjou
Eglise Notre-Dame de lAssomption
Eglise Notre-Dame de lAssomption
Eglise Notre-Dame de lAssomption
Eglise Notre-Dame de lAssomption
Eglise Notre-Dame de lAssomption
Eglise Notre-Dame de lAssomption
Crédit photo : Père Igor - Sous licence Creative Commons

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1200
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
1ère moitié XIIe siècle
Costruzione iniziale
1387
Distruzione parziale
1422-1435
Ricostruzione gotica
1627
La caduta del caveau
23 avril 1925
Monumento storico
2024
Premio Fondazione Patrimonio
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Chiesa: con decreto del 23 aprile 1925

Dati chiave

Bonne de Berry - Visconte di Carlat Patrono, nipote di Carlo V
Bernard de Pardiac - Figlio di Bonne de Berry Collaboratore al lavoro
Famille Delarbre d’Escalmels - Signori locali Lettera funerale in chiesa
Théophile Carriat - Dipartimento di Architettura (1845) Progetto neogotico incompleto

Origine e storia

La Chiesa della Madonna dell'Assunzione di Jou-sous-Monjou, costruita nel XII secolo sui resti di un sito carolingio, illustra l'arte romanica auvergnat. I suoi modillons intagliati (suono, cervo, scene quotidiane) decorarono inizialmente il comodino prima di essere spostati sotto le cornici delle cappelle laterali. Il cancello sud, con tre giubbotti e capitali esperti, accoglie i fedeli sotto lo sguardo di Dio Padre, mentre un litro funebre richiama la famiglia Delarbre d'Escalmels. All'interno, la separazione tra navata e coro, sottolineata dall'iscrizione "Siate santi come sono santo", evoca il confine simbolico tra terra e cielo.

Il monumento reca i segni dei suoi patroni storici: Bonne de Berry (Nice di Carlo V), suo figlio Bernard de Pardiac, e i signori di Carlat. Partialmente invasa nel 1387 dalle truppe britanniche durante la guerra dei cent'anni, la chiesa fu ricostruita tra il 1422 e il 1435: la navata passò da tre a due campate, a volte con i cani, e vennero aggiunte due cappelle laterali. Un campanile con quattro portici corse l'arco trionfale nel XV secolo. I pericoli climatici e la pendenza del terreno indebolirono l'edificio, che richiedeva riparazioni nel 1627 (cavatta di schiacciamento) e 1845 (progetto neogotico incompiuto).

Ranked a Historic Monument nel 1925, la chiesa rimase minacciata nel 2024 dal crollo del suolo e dall'umidità. Nonostante un premio di €100.000 assegnato dalla Fondazione Patrimonio, il suo futuro dipende dai patroni. I suoi modillon pagani ( teste calde, carattere a l'olifant) e il suo jube simbolico rendono questa una testimonianza unica delle transizioni tra paganesimo e cristianesimo in Auvernia medievale.

Recenti studi archeologici hanno confermato la sovrapposizione di strati storici: sito carolingio, chiesa romanica, cambiamenti gotici. Il portico del XV secolo, sede del cancello meridionale ornato da statuette primitive, e le capitali (il sacrificio di abraham, motivi vegetali) rivelano l'influenza dei Visconti di Carlat. Oggi, l'edificio, una proprietà comunitaria, incarna sia un patrimonio a rischio che un gioiello di arte romanica auvergnat, tra fede, potere signeuriale e memoria celtica.

Il restauro aborto del 1845, guidato dall'architetto Théophile Carriat, riflette le tensioni tra conservazione e trasformazione neogotica. Il progetto comprendeva un campanile ottagonale e una nuova porta, ma la mancanza di fondi ha fermato il lavoro. Nel 1896 Aygueparse propose un consolidamento più modesto (buttress, riparazione delle volte), salvando temporaneamente l'edificio. I modillon movimentati, precedentemente a lato del letto, e le teste scolpite sulle piastrelle (interpretate come reliquie del culto celtico delle teste di taglio) evidenziano la stratificazione culturale del sito.

Nel 2024 l'urgenza fu duplice: stabilizzare la struttura e valorizzare un patrimonio dove signeurial history (Bonne de Berry, Delarbre d'Escalmels), conflitti (una guerra di cento anni, guerre di religione) e simbolismo religioso furono mescolati. L'iscrizione latina della capitale, le tracce del litro funerario, e le rappresentazioni secolari (uomo che tiene il suo pene, musicista con il giglio) lo rendono un luogo di dialogo tra sacro e laico, medievale e moderno.

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