Primo ingresso IXe siècle (≈ 950)
Carte di Abbazia di Beaulieu
XIIe siècle
Aperta e costruzione della navata
Aperta e costruzione della navata XIIe siècle (≈ 1250)
Stile romanico conservato intatto
fin XVe siècle
Aggiunta di cappelle
Aggiunta di cappelle fin XVe siècle (≈ 1595)
Teste a volta transetto
1704
Collasso parziale
Collasso parziale 1704 (≈ 1704)
A volte a navata danneggiata
1779
Portale occidentale datato
Portale occidentale datato 1779 (≈ 1779)
Modifica del XVIII secolo
16 mars 1976
Classificazione MH
Classificazione MH 16 mars 1976 (≈ 1976)
Protezione degli edifici
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Chiesa (caso AL 9): Ordine del 16 marzo 1976
Dati chiave
Information non disponible - Nessun personaggio citato
Le fonti non menzionano gli attori
Origine e storia
La chiesa Notre-Dame-de-l'Assunzione di Cavagnac, menzionata dal IX secolo in carte dell'abbazia di Beaulieu, conserva un'abside e una navata del XII secolo quasi intatta. Questi elementi romanici, come le capitali scolpite con motivi vegetali e geometrici, illustrano l'architettura religiosa medievale. Due personaggi sono tra i set, aggiungendo un raro tocco narrativo.
Nel XV secolo furono aggiunte due cappelle laterali a volta con testate, formando un transetto tardivo. Il litro funebre e il cancello occidentale (datato 1779) testimoniano gli sviluppi successivi, inclusa la ricostruzione parziale dopo il crollo della volta nel 1704. Questi cambiamenti riflettono l'evoluzione dei bisogni liturgici ed estetici nel corso dei secoli.
Classificato un monumento storico nel 1976, la chiesa combina elementi romanici (quarto foro, culla spezzata) e elementi gotici (cappe ogivali). Il suo campanile a due piani, trafitto da finestre in mezzo alla rabbia, domina il villaggio. La facciata ovest, rifatto nel 1830, e la struttura del XV secolo illustra le successive campagne di restauro.
I dipinti dell'arco trionfale e della lauze che ricoprono l'abside richiamano le pratiche decorative medievali. L'edificio, una proprietà comunitaria, incarna la continuità culturale fin dal Medioevo, portando le tracce di adattamenti architettonici legati ai periodi successivi (XVIII secolo).