Riapertura dopo il restauro 2013 (≈ 2013)
Ricostruzione del campanile prefabbricato.
2024
Moneta commemorativa della Monnaie de Paris
Moneta commemorativa della Monnaie de Paris 2024 (≈ 2024)
Omaggio al suo patrimonio architettonico.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
La Chiesa (Box A 425): Ordine del 7 settembre 2001
Dati chiave
Jean-Louis Sourdeau - Architetto
Designer della chiesa e del suo campanile.
Jean Gaudin - Pittura di vetro
Autore di vetrate.
Frères Mauméjean - Mosaici
Creatori di mosaici interni.
Origine e storia
La chiesa di Notre-Dame de Rocquigny, situata nel dipartimento di Pas-de-Calais (Hauts-de-France), è stata ricostruita dopo la prima guerra mondiale, che aveva distrutto l'edificio precedente. Un concorso è stato organizzato per la sua ricostruzione, e il progetto dell'architetto Jean-Louis Sourdeau è stato selezionato nel 1928. Quest'ultimo offre un design innovativo, caratterizzato dall'uso di cemento armato, soprattutto per il suo campanile di 38 metri, una rarità regionale. Le opere furono completate tra il 1929 e il 1930, incorporando vetrate in lastre di vetro firmate da Jean Gaudin e mosaici dei fratelli Mauméjean, con una finestra a lato attribuita a Mayeur e Bertrand (Arras).
Nel 2001, tuttavia, la chiesa soffre di deterioramento strutturale (mortar, cemento) che porta allo smantellamento del suo campanile. L'attività di consolidamento è in corso, e dopo un decennio di restauro, l'edificio è stato riaperto nel 2013 con una torre ricostruita in elementi prefabbricati, sostituendo il metodo originale di casseforme scorrevoli. Il suo piano in mattoni, la sua scala a vite e il suo arredamento eccezionale lo rendono un simbolo importante della Prima Ricostruzione in Nord-Pas-de-Calais.
Nel 2024, la Monnaie de Paris onora la chiesa colpendo una moneta commemorativa con la sua efficacia, evidenziandone l'importanza del patrimonio. L'edificio, di proprietà del comune di Rocquigny, rimane una testimonianza architettonica unica, combinando modernità dei materiali (betone) e tradizioni artistiche (vetro mosico, colorato). La sua storia riflette anche le sfide di preservare i monumenti del XX secolo, di fronte a tecniche costruttive pionieristiche ma fragili.
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