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Chiesa di Sant'Albano à Saint-Ouen en Charente-Maritime

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Eglise
Eglise romane

Chiesa di Sant'Albano

    Le Bourg
    17490 Saint-Ouen-la-Thène
Proprietà del comune
Église Saint-Alban de Saint-Ouen
Église Saint-Alban de Saint-Ouen
Église Saint-Alban de Saint-Ouen
Église Saint-Alban de Saint-Ouen
Église Saint-Alban de Saint-Ouen
Église Saint-Alban de Saint-Ouen
Église Saint-Alban de Saint-Ouen
Église Saint-Alban de Saint-Ouen
Crédit photo : Mj.galais - Sous licence Creative Commons

Timeline

Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1000
1100
1900
2000
1031
Costruzione iniziale
12 janvier 1931
Classificazione MH
1946
Ultima messa
années 1980
Restauro di Marpen
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

La chiesa: iscrizione per decreto del 12 gennaio 1931

Dati chiave

Charlemagne - Figura leggendaria Associato alla Fontaine de Charlemagne.
Guy Voyer - Sindaco di Saint-Ouen Iniziatore di backup.
Club Marpen de Tusson - Associazione Ristorante 12 anni di volontariato.
Coline Fabre - Vetro master Autore di vetrate contemporanee.

Origine e storia

La chiesa di Saint-Alban di Saint-Ouen, situata a Saint-Ouen-la-Thène a Charente-Maritime, ha le sue origini nel 1031, data della sua costruzione su un promontorio che domina il torrente del Briou. Secondo una leggenda locale, Carlo Magno causò la vicina primavera, la Fontana di Carlo Magno, per rinascere fino ad innaffiare il suo esercito durante la liberazione della Saintonge des Sarrasins. L'edificio, dedicato a San Alban de Verulamium, martire inglese del terzo secolo, presenta un'architettura romanica caratterizzata da capitali decorati con motivi vegetali, animali fantastici e personaggi grotteschi.

La chiesa, che è stata protetta come monumento storico dal 1931, ha visto un declino graduale: abbandonata dopo l'ultima Messa nel 1946, è stata invasa dalla vegetazione e ha perso il suo campanile nel 1972. Il suo restauro negli anni '80 è stato guidato dal Marpen Club di Tusson, con l'aiuto di giovani volontari europei. Il coro e il campanile sono stati ricostruiti, e l'edificio, anche se non restaurato per il culto, è stato conservato e aperto al pubblico. Questo salvataggio ha guadagnato al club diverse distinzioni, tra cui il Prix des chefs-d'œuvre in pericolo nel 1986.

La chiesa si distingue per la sua facciata ovest, costituita da due baie cieche incorniciate da un portale di tre pezzi, e la sua comodina adornata da 26 modelli che riproducono scene erotiche, un tema raro per un edificio religioso. All'interno, le vetrate in stile contemporaneo, realizzate da Coline Fabre, si affiancano alle capitali originali. L'edificio illustra così sia il patrimonio medievale locale che gli sforzi di conservazione moderni.

La leggenda di Carlo Magno e la Fontana di Carlo Magno, anche se ascritta nella tradizione orale, aggiunge una dimensione mitica a questo sito. Il torrente Briou, alimentato da questa fonte, attraversa sempre il villaggio, richiamando il legame storico tra il paesaggio e la chiesa. Oggi, l'edificio testimonia l'impegno delle associazioni a tutelare il patrimonio rurale, pur rimanendo un simbolo della vita comunitaria passata e presente.

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