Costruzione del coro romanico XIIe siècle (≈ 1250)
Staffa con archi ciechi.
1649
Distruzione del castello vicino
Distruzione del castello vicino 1649 (≈ 1649)
Dal Duca di Epernon, che ha colpito il sito.
XIVe–XVIe siècles
Aggiunta della navata gotica
Aggiunta della navata gotica XIVe–XVIe siècles (≈ 1650)
Vaulted su croci cani e cappelle.
20 juin 1950
Registrazione per monumenti storici
Registrazione per monumenti storici 20 juin 1950 (≈ 1950)
Protezione ufficiale dell'edificio.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Chiesa di Luzignan (Box B 1193): iscrizione per decreto del 20 giugno 1950
Dati chiave
Duc d'Épernon - Distruttore nobile di castello
Responsabile della distruzione nel 1649.
Georges Tholin - Storia dell'architettura religiosa
Studiò la chiesa nel 1874.
Anne-Marie Labit - Autore di un dizionario di chiese
Metti l'edificio nel 1967.
Origine e storia
La chiesa Saint-Basile de Lusignan-Grand, situata nel villaggio di Lusignan-Grand sul comune di Saint-Hilaire-de-Lusignan (Lot-et-Garonne), è un edificio religioso caratterizzato da varie influenze architettoniche. Il suo coro, in stile romanico, è arcuato in cul-de-four e ornato da arcate cieche esterne, supportate da corvi scolpiti che poggiano su un fregio decorato con billette. Questo coro, probabilmente potenziato, contrasta con la navata gotica, a volte su incroci dogmatici e composto da due campate. Una di queste case due cappelle, una delle quali è riservata ai signori locali e alla loro sepoltura familiare. Una cripta, decorata con affreschi, e una sala fortificata sopra il coro, trafitta da assassini, richiamano il suo ruolo protettivo in tempi di conflitto.
La vicinanza della chiesa al vecchio castello di Lusignano, distrutto nel 1649 dal duca di Epernon, sottolinea la sua importanza strategica e sociale. Un'apertura circolare vicino alla galleria ha permesso ai signori di frequentare gli uffici del castello, illustrando gli stretti legami tra potere religioso e nobiltà. La navata e le cappelle, risalenti al XIV e XVI secolo, riflettono le aggiunte tardive, mentre la porta d'ingresso sotto il portico potrebbe datare dal XVII secolo. Dal 20 giugno 1950, la chiesa è stata elencata come monumento storico, che incarna sia un patrimonio architettonico che una testimonianza delle tensioni storiche della regione.
Gli affreschi della cripta e gli elementi difensivi, come gli assassini, evocano un tempo in cui le chiese servivano anche come rifugi. Il sito, di proprietà del comune, conserva tracce del suo passato medievale e rinato, tra spiritualità e potenza signeuriale. Le fonti, in particolare le opere di Georges Tholin (1874) e Anne-Marie Labit (1967), sottolineano il suo interesse storico, completato da precise descrizioni architettoniche delle basi Mérimée e Monumentum.
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