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Chiesa di Saint-Cyr-et-Sainte-Julitte de Pomerols à Pomérols dans l'Hérault

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Eglise
Eglise gothique
Hérault

Chiesa di Saint-Cyr-et-Sainte-Julitte de Pomerols

    8-12 Rue du Château Barbu
    34810 Pomérols
Crédit photo : Fagairolles 34 - Sous licence Creative Commons

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1200
1300
1400
1700
1800
1900
2000
1173
Primo ingresso
4e quart XIIIe siècle
Costruzione iniziale
fin XVIe - début XVIIe siècle
Cappella dei Penitenti
1771
Restauro di fondo
XIXe siècle
Custodie in refusione
22 décembre 1952
Protezione parziale
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Apse e absidioles: iscrizione per ordine del 22 dicembre 1952

Dati chiave

Pierre III Bérenger de Montbrun - Vescovo di Montpellier (1271-1296) Sospetto comandante della chiesa medievale.

Origine e storia

La chiesa di Saint-Cyr-et-Sainte-Julitte de Pomerols fu menzionata per la prima volta nel 1173, ma la sua attuale costruzione risale principalmente al quarto trimestre del XIII secolo, come testimonia lo stemma del vescovo Pietro III Bérenger di Montbrun (1271-1296). L'edificio, con tre navate, presenta un santuario a volta a sette lati dell'edera, un arco trionfale spezzato ornato da capitali scolpite, e apsidioli a cinque lati. Le volte, ricostruite nel XIX secolo (eccetto quelle del santuario), poggiano su pilastri ottagonali che separano cinque campate.

La cappella dei Penitenti, aggiunta alla fine del XVI o all'inizio del XVII secolo, illustra le successive estensioni dell'edificio. Un importante restauro avvenne nel 1771 per l'arco inferiore, mentre un cancello del XVIII secolo fu costruito nel nord. Il campanile, di forma barlong, incorpora una scala in una torretta di angolo. Le piccole cappelle laterali, poste al livello del quarto arco, sostituiscono vecchie porte. Il tutto, parzialmente protetto (abside e apsidioli elencati nel 1952), mescola così elementi medievali e successive modifiche.

La chiesa riflette l'evoluzione architettonica e religiosa della regione, dalla sua fondazione medievale agli adattamenti moderni. Il suo piano, le sue decorazioni scolpite (chiavi d'archi, capitali) e il suo caratteristico campanile ne fanno una testimonianza significativa del patrimonio della Linguadoca, legato alla vita comunitaria e alle pratiche devoluzionarie locali.

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