Origine delle gocce XIIe siècle (≈ 1250)
Le parti più antiche della navata
XIIIe siècle
Ricostruzione del coro
Ricostruzione del coro XIIIe siècle (≈ 1350)
Lancetta piatta e tripla
1789
Istruzione degli edifici
Istruzione degli edifici 1789 (≈ 1789)
Fine del Priorato alla Rivoluzione
9 juin 1926
Monumento storico
Monumento storico 9 juin 1926 (≈ 1926)
Elenco della chiesa nell'inventario
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Chiesa: registrazione con decreto del 9 giugno 1926
Dati chiave
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Origine e storia
La chiesa Saint-Denis de Ponteyraud, situata a La Jemaye-Ponteyraud in Nuova Aquitania, è un edificio le cui parti più antiche, come le gotta della navata, risalgono al XII secolo. Il coro e il comodino, ricostruito nel XIII secolo, presentano elementi gotici notevoli: un doppio arco rotto, una tripla di lancette sormontate da una rosa quadrilobata, e tracce di un'antica volta di culla. L'ensemble, rielaborato in epoche successive, conserva anche una sola navata a campata coperta da pannelli, così come un modesto campanile affacciato sull'arco che separa le campate.
La chiesa fu inizialmente attaccata a un priorato benedettino per le donne, dipendente dall'abbazia di Ligueux. Questo priorato accolse le suore fino alla fine del XVIII secolo, prima che i suoi edifici di convento venissero distrutti durante la Rivoluzione. L'attuale edificio, classificato come Monumento Storico nel 1926, testimonia questa storia monastica attraverso dettagli architettonici come le arcate ai piedi della facciata nord o la cornice corbetta della parete sud. Più recenti aggiunte, come un campanile in legno, illustrano i successivi adattamenti dell'edificio.
La volta primitiva in culla spezzata fu sostituita da un pannello di copertura, mentre il comodino piatto, trafitto di lancette, e la rosa quadrilobata richiamano le influenze gotiche del XIII secolo. La navata, divisa in tre campate disuguali, e il coro a volta in culla riflette una struttura sobria ma caratteristica delle chiese rurali della regione. L'assenza degli edifici del convento, scomparso dopo il 1789, sottolinea la trasformazione del sito, oggi proprietà comunale e parzialmente aperto alla visita.
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