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Chiesa di Santo Stefano di Cardo de Bastia en Haute-corse

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Eglise baroque
Haute-corse

Chiesa di Santo Stefano di Cardo de Bastia

    Piazza di a Chjesa
    20200 Bastia
Église Saint-Étienne de Cardo de Bastia
Église Saint-Étienne de Cardo de Bastia
Église Saint-Étienne de Cardo de Bastia
Église Saint-Étienne de Cardo de Bastia
Église Saint-Étienne de Cardo de Bastia
Église Saint-Étienne de Cardo de Bastia
Église Saint-Étienne de Cardo de Bastia
Église Saint-Étienne de Cardo de Bastia
Église Saint-Étienne de Cardo de Bastia
Église Saint-Étienne de Cardo de Bastia
Église Saint-Étienne de Cardo de Bastia
Église Saint-Étienne de Cardo de Bastia
Crédit photo : Pierre Bona - Sous licence Creative Commons

Timeline

Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1600
1700
1800
1900
2000
1552-1553
Arrivo dei Gesuiti
1612-1635
Costruzione del complesso
1769
Espulsione dei Gesuiti
1814
Insurrezione contro Napoleone
1971
Prima messa in Corsica
2007
Registrazione per monumenti storici
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

L'intera chiesa (Box AO 58): iscrizione per decreto del 9 gennaio 2007

Dati chiave

Ignace de Loyola - Fondatore dei gesuiti Mandate i primi gesuiti a Bastia.
Silvestro Landini - Padre gesuita Tra i primi inviati a Bastia.
Emanuel Gomes - Padre gesuita Co-fondatore della missione gesuita locale.
Domenico Maria Spinola - Doge di Genova e governatore Entrato nella chiesa, soprannominato Il Corsetto.
Sauveur Casanova - Chanoine e futuro vescovo Celebrata la prima Messa in Corsica.

Origine e storia

La chiesa di San Carlo Borromée de Bastia, conosciuta anche come San Carlu, è un monumento emblematico del distretto di Terravechja. È considerata la prima chiesa barocca in Corsica, uno stile architettonico propagato dai gesuiti. La sua storia è intimamente legata all'arrivo di questo ordine religioso in Corsica nel XVI secolo, fondato da Ignace de Loyola nel 1540. I gesuiti, preoccupati dell'evangelizzazione e dell'educazione, hanno svolto un ruolo chiave nella Controriforma e nella diffusione dell'istruzione in Europa. La loro presenza a Bastia risale al 1552-1553, quando due padri gesuiti, Silvestro Landini e Emanuel Gomes, furono mandati a fondare un collegio.

La costruzione del complesso, tra cui un collegio e una chiesa dedicata a San Ignace de Loyola, iniziò nel 1612 e terminò nel 1635. Questo collegio, ancora in funzione oggi come Simon Vinciguerra College, è il più antico della Corsica. La chiesa, originariamente dedicata a San Ignazio, fu rinominata dopo l'espulsione dei Gesuiti nel 1769, diventando la chiesa di Saint-Charles-Borromée sotto l'egida dell'omonima fratellanza. È stato elencato come monumento storico nel 2007, dopo lavori di restauro che ha permesso la sua riapertura nel 2017.

La facciata della chiesa è tipica dello stile gesuita, ispirato alla chiesa del Gesù a Roma, con due livelli di pilastri e un frontone triangolare incorniciato da volute. All'interno, gli stucchi del XVII secolo sono ancora visibili, anche se il medaglione centrale, originariamente rappresentante San Ignace, fu modificato per includere San Carlo Borromée dopo il 1769. L'edificio ospita anche le tombe di personalità locali, come Domenico Maria Spinola, ex Cane di Genova e governatore della Corsica, così come monsignor Mascardi, vescovo di Nebbiu.

La chiesa è anche la scena di eventi storici significativi. Nel 1814 fu sede di un'insurrezione contro Napoleone, dove un Comitato di Salvezza Pubblica proclamò la secessione della Corsica con la Francia. Più recentemente, nel 1971, la prima Messa in lingua corsa è stata celebrata dal Canon Sauveur Casanova, futuro vescovo della Corsica. Questi elementi sottolineano la sua importanza religiosa, culturale e politica nella storia di Bastia e Corsica.

La vicinanza della chiesa comprende importanti caratteristiche del patrimonio, come la fontana gesuita, che è stata restaurata più volte dal 1574, e l'ex convento gesuita, che è ora parte del Simon Vinciguerra College. Queste vestigia testimoniano la duratura influenza dei gesuiti della città, sia a livello educativo che architettonico.

Collegamenti esterni