Origine e storia
La chiesa di Saint-Étienne de Tauriac, situata a Gironde, trova le sue origini in un'antica occupazione del sito, attestata dal V-VI secolo. Nel 615 la villa Tauriaca fu ceduta da Aldéric a Bertram, vescovo di Le Mans e poi Bordeaux, suggerendo l'esistenza di una cappella prima dell'anno 1000. L'attuale edificio, dedicato a Santo Stefano, il primo martire cristiano, conserva importanti resti romanici: l'abside e la parete nord (XI secolo), così come il fronte dei primi XII, stile romanico Saintonge. Solo la facciata (senza campanile), la prima campata della navata e la parte posteriore del coro rimangono intatte oggi.
Nel XVI secolo, le guerre di religione segnarono la chiesa con l'aggiunta di un portico difensivo a letale, smantellato nel 1875. Il campanile quadrato, crollato nel 1689, distrusse parzialmente la navata meridionale e danneggiava il comodino; Le riparazioni si conclusero nel 1731, come evidenziato dalla data incisa su un piede. In assenza di ricostruzione, una campana è stata installata sotto il portico e poi integrata nella parete gable trasformata in un campanile nel XIX secolo. Questa parete fu modificata nel 1854 per ospitare una nuova campana, mentre quella del 1903 era ancora in posizione.
Il XIX secolo vide una profonda riqualificazione: nel 1838 venne aggiunta una cappella battesimale, e tra il 1845 e il 57, l'architetto Labbé rimosse la parete che separava la navata e l'abside, ripristinando la superficie iniziale. Nel 1852, il terreno fu esaltato da 80 cm, seppellindo le panche di pietra. Dal 1885 al 1890 furono costruite due cappelle laterali (San Stefano e Vergine), le travi nascoste sotto una volta in gesso, e le finestre decorate con muffe. Le decorazioni interne, come gli affreschi del coro, riflettono i gusti dell'epoca, prima che il coro venisse restaurato nel 1956 per ritrovare il suo aspetto romanico.
Le vetrate hanno avuto un ruolo significativo: nel 1897, le baie romaniche sono state ingrandite per le vetrate firmate Henri Feur e Gustave Pierre Dagrant (Bordeaux), sostituite nel 1970-71 da opere di Raymond Mirande. Gli scavi archeologici, aperti nel 1956 e poi nel 1989, rivelano tracce dell'antica occupazione, anche se i risultati rimangono parzialmente sfruttati. Classificata come monumento storico nel 2005, la chiesa illustra così una complessa stratigrafia, dalle origini paleocristiane alle trasformazioni moderne.
La facciata occidentale, un gioiello romanico, presenta un portale al centro di un cerchio incorniciato da arcate cieche con capitelli intagliati, sormontato da una cornice con i modillon. I timpani, come l'Agnus Dei (sud) o il cavaliere casquered (nord, forse Costantino I), e le capitali storiche (martira di Santo Stefano, leoni bicorporei che simboleggiano la lussuria), testimoniano un'iconografia ricca e moralizzante. Modillons, che rappresenta musicisti o maschere malvagie, rafforza questo messaggio contro i peccati capitali, tipici dell'arte romana.
All'interno, le capitali della navata, come quelle delle doppie arcate orientali, combinano decorazioni vegetali e scene storiate. La capitale meridionale, che rappresenta il martirio di Santo Stefano, mostra il santo in preghiera circondato da lapidi, mentre gli angeli portano la sua anima. Questi elementi, combinati con vetrate e ricostruzioni, rendono la chiesa un palinsesto architettonico, dove ogni epoca ha lasciato il segno, dalle fondamenta medievali ai restauri contemporanei.
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