Logo Musée du Patrimoine

Tutto il patrimonio francese classificato per regioni, dipartimenti e città

Chiesa di Saint-Étienne de Vallouise à Vallouise dans les Hautes-Alpes

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Caquetoire
Eglise romane et gothique
Hautes-Alpes

Chiesa di Saint-Étienne de Vallouise

    4 Place de l'Eglise
    05290 Vallouise-Pelvoux
Église Saint-Étienne de Vallouise
Église Saint-Étienne de Vallouise
Église Saint-Étienne de Vallouise
Église Saint-Étienne de Vallouise
Église Saint-Étienne de Vallouise
Église Saint-Étienne de Vallouise
Église Saint-Étienne de Vallouise
Église Saint-Étienne de Vallouise
Église Saint-Étienne de Vallouise
Église Saint-Étienne de Vallouise
Église Saint-Étienne de Vallouise
Église Saint-Étienne de Vallouise
Église Saint-Étienne de Vallouise
Église Saint-Étienne de Vallouise
Église Saint-Étienne de Vallouise
Église Saint-Étienne de Vallouise
Église Saint-Étienne de Vallouise
Église Saint-Étienne de Vallouise
Église Saint-Étienne de Vallouise
Église Saint-Étienne de Vallouise
Église Saint-Étienne de Vallouise
Église Saint-Étienne de Vallouise
Église Saint-Étienne de Vallouise
Église Saint-Étienne de Vallouise
Église Saint-Étienne de Vallouise
Église Saint-Étienne de Vallouise
Crédit photo : MOSSOT - Sous licence Creative Commons

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1200
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
XIIe siècle
Primo ingresso
vers 1500
Decorazione del portico tympanum
1532
Consacrazione della Chiesa
milieu-fin XVe siècle
Dipinti del campanile
2e moitié du XVe siècle - début XVIe siècle
Costruzione dell'edificio attuale
2e moitié du XVIe siècle
Altare laterale e scala
22 octobre 1913
Monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Chiesa: con decreto del 22 ottobre 1913

Dati chiave

Information non disponible - Nessun nome citato Il testo sorgente non menziona nessun carattere.

Origine e storia

La chiesa di Saint-Étienne de Vallouise, menzionata già nel XII secolo nella cartulare di Oulx, trova il suo attuale edificio risalente alla seconda metà del XV e all'inizio del XVI secolo. Consacrata nel 1532, ha un piano rettangolare con una navata e due fondali asimmetrici (quattro campate a destra, cinque a sinistra), così come un campanile integrato e una sacrestia. I materiali utilizzati – tuf, marmo rosa locale e calcare grigio – evidenziano un'attenta costruzione, mentre le volte (broken crow, warheads, pane-ring) e le ascelle-de-lamp riflettono l'arte tardo gotica.

La cronologia relativa rivela che il campanile e i suoi murales (mezzo-fine XV secolo) precedono l'aggiunta del portico sud e la sua porta decorata di timpano (circa 1500). Un altare laterale, integrato alla fine del lato destro del XVI secolo, maschera parzialmente la scala che porta al campanile. I resti dei dipinti – sulla parete ovest del campanile e sul comodino – offrono punti di riferimento stilistici, dal XV al XVI secolo, mentre l'edificio, classificato come Monumento Storico nel 1913, illustra l'evoluzione architettonica e liturgica di una chiesa alpina.

Lo studio dei materiali e delle tecniche (pittura, spazzolatura, apparato) mostra un adattamento alle risorse locali (albero rosa delle Alpi, tufo vulcanico). La struttura, con batterie cilindriche e doppie arcate, suggerisce un desiderio di solidità e armonia visiva. Il portico arcuato, aggiunto a posteriori, e le finestre curve del lato letto testimoniano varie influenze, tra tradizione romanica e innovazioni gotiche. La chiesa, una proprietà comunitaria, rimane un esempio notevole del patrimonio religioso di montagna rinascimentale.

Il contesto storico Place Vallouise, poi sotto l'influenza di Dauphinoise poi francese, in un'area di passaggio tra le Alpi e la Provenza. L'edificio, dedicato a Santo Stefano, il primo martire cristiano, ha servito come luogo centrale di culto per una comunità rurale e artigianale, dove l'allevamento, l'agricoltura montana e il commercio transalpino erano il ritmo della vita quotidiana. I dipinti monumentali, anche se frammentari, evocano la devozione locale e un probabile patrocinio di notabili o fratellanze.

Collegamenti esterni