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Position de référence.
Patrimonio
Chiesa, coro incompiuto e cappella Saint-Hubert (cad. AB 36): iscrizione con decreto del 13 marzo 1991
Dati chiave
Blanchet de Bracque - Signore di Courcelles
Lancia l'allargamento nel 1406, prigioniero a Azincourt.
Charles de Birague - Sponsor del XVII secolo
Fai costruire la cappella.
Abbé Bernois - Storico locale (1886)
Studia la seigneury e la chiesa.
Origine e storia
La chiesa di Saint-Jacques-le-Majeur de Courcelles-le-Roi, situata nel Loiret, ha le sue origini nel tardo XII secolo. Dedicato a Saint Jacques-le-Majeur, Sant'Anna e Sant'Apollina, potrebbe indicare un collegamento con un percorso secondario di pellegrinaggi a Compostela. Inizialmente sotto la dipendenza dell'abbazia di Saint-Benoît-sur-Loire, fu anche legata ai monaci della Corte-Dieu fin dal 1123 per il diritto delle decime. La sua storia riflette una complessa evoluzione, segnata da ampliamenti e progetti non mappati.
Nel 1406 Blanchet de Bracque, seigneur di Courcelles, intraprese un grande progetto di espansione volto a trasformare la chiesa in un monumentale edificio a cinque navate, tra cui un coro poligonale a piedi. Questo progetto fu interrotto dopo la sua cattura nella battaglia di Azincourt (1415), lasciando il coro incompiuto. Nonostante ciò, i lavori sono stati effettuati nel XVI secolo, tra cui l'aggiunta di un lato basso e la ripresa della navata, con un'inaugurazione ufficiale dell'Arcivescovo di Sens nel 1656. La cappella Saint-Hubert, attestata già nel 1271 ma ricostruita nel XVII secolo, illustra questa stratificazione storica.
Nel XIX secolo, la chiesa subì importanti restauri, tra cui la volta delle prime tre campate della navata di mattoni e gesso (1891), così come la ripresa di pavimentazione e baie. Ranked presso i Monumenti Storici nel 1991, conserva notevoli mobili del XVII secolo, come font battesimali e un bentier di stile Luigi XIV. L'organo corale, originario della cappella dell'Istituto Jeanne de France di Pithiviers, aggiunge un tocco di patrimonio locale.
Oggi la chiesa presenta un piano insolito, mescolando una navata medievale, un coro incompiuto e una cappella laterale. La sua storia riflette i pericoli politici e religiosi della regione, dal suo ruolo nella diocesi di Sens alla sua iscrizione come monumento protetto. I pellegrinaggi locali dedicati a sant'Uberto e sant'Apollina, ancora attestati nel XIX secolo, sottolineano la sua importanza culturale e spirituale.
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