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Chiesa di San Giovanni Battista di Bastia en Haute-corse

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Eglise

Chiesa di San Giovanni Battista di Bastia

    6 Rue Cardinal Viale Prélat
    20600 Bastia

Timeline

Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1700
1800
1900
2000
1636-1666
Costruzione della chiesa
1694
Realizzazione dell'altare maggiore
1810
Costruzione del campanile sinistro
1864
Costruzione del campanile destro
2000
Classificazione monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Dati chiave

Tomaso Quadri - Master Mason Costruito il campanile sinistro (1810).
Paul-Augustin Viale - Architetto Progettato il campanile giusto (1864).
Honoré Pellé - Martire di artigiano Autore dell'altare maggiore (1694).
Domenico Piola - Pittore genovese Autore di dipinti nelle cappelle.
Lorenzo De Ferrari - Pittore genovese Pittura della cappella dei marinai.
Eugène Anarella - Bastia compositore Autore di *U Campanile di San Ghjuvà*.

Origine e storia

La Chiesa di San Giovanni Battista, chiamata San Ghjuvanni in Corsica, si trova a Bastia nel quartiere storico di Terra Vechja, tra il Porto Vecchio e la Piazza del Mercato. Costruito tra il 1636 e il 1666 sul sito di una chiesa precedente, divenne il luogo principale di culto della città inferiore sotto il dominio genovese. La sua architettura barocca, segnata da un'imponente facciata, lo rende un simbolo del patrimonio religioso della Corsica. Classificato un monumento storico nel 2000, domina il paesaggio urbano con i suoi due campanili aggiunti successivamente: quello a sinistra, eretto nel 1810 dal muratore svizzero Tomaso Quadri, e quello a destra, progettato nel 1864 dall'architetto Paul-Augustin Viale.

Originariamente, Bastia era divisa in due parrocchie: Terra Nova (città alta) dipendeva da Sainte-Marie-de-l'Assunzione, mentre Terra Vechja (città bassa, legata al Porto Vecchio) faceva parte di Saint-Jean-Baptiste. L'edificio attuale sostituisce una chiesa primitiva con poche tracce, ad eccezione di un dipinto del decollo di San Giovanni Battista, originariamente progettato per il suo altare. L'arredamento d'interni, inizialmente barocco, fu in gran parte ridisegnato nel XIX secolo, tra cui il coro, la volta e le cappelle laterali, riflettendo i gusti artistici del periodo e l'influenza degli artigiani genovesi e toscani.

Le cappelle della chiesa testimoniano l'importanza delle corporazioni locali: quelle dei marinai (dedicati a San Erasme, decorati con un dipinto di Lorenzo De Ferrari) e dei pescatori (dedicati a San Pietro e Andrea) si affrontano a vicenda, illustrando lo stretto legame tra la comunità e il mare. L'altare maggiore, realizzato nel 1694 dall'artigiano Honoré Pellé, e il pulpito in marmo policromo (1781) sottolineano il fascista dell'edificio. Lo stand dell'organo, capolavoro di carpenteria datato 1742, e i caratteri battesimali in marmo (1857) completano questo ensemble artistico. La chiesa rimane un luogo centrale delle tradizioni di Bastia, come il fucare, fuoco il 23 giugno per il San Giovanni.

Nel XIX secolo diverse campagne di restauro trasformarono l'interno: la volta fu ridisegnata nel 1870 da pittori fiorentini, mentre gli stucchi e le doratura del coro, realizzati tra il 1806 e il 1809 da Fausto Rossi e Luigi Giordani, furono parzialmente sostituiti. Le opere principali includono dipinti di Domenico Piola (chapelle du Rosaire, 1679) e Jules Pasqualini (chapelle Saint-Antoine, XIX secolo). La chiesa ispira anche la cultura popolare, come testimonia la canzone U Campanile di San Ghjuvà, composta da Eugène Anarella, che celebra il Porto Vecchio e il suo iconico campanile.

Elencata tra monumenti storici, la Chiesa di San Giovanni Battista incarna sia il patrimonio genovese di Bastia che la sua identità marittima. La sua architettura, mescolando aggiunte barocche e neoclassiche, così come i suoi mobili liturgici (mare, dipinti, organo) lo rendono un gioiello del patrimonio corso. Il suo ruolo sociale, passato e presente, rimane radicato nelle tradizioni locali, come testimonia la persistenza di festival come fucare o la sua evocazione nelle arti.

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