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Chiesa di San Giuseppe di Pontivio à Pontivy dans le Morbihan

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Eglise néo-gothique
Morbihan

Chiesa di San Giuseppe di Pontivio

    Rue Nationale
    56300 Pontivy
Église Saint-Joseph de Pontivy
Église Saint-Joseph de Pontivy
Église Saint-Joseph de Pontivy
Église Saint-Joseph de Pontivy
Église Saint-Joseph de Pontivy
Église Saint-Joseph de Pontivy
Église Saint-Joseph de Pontivy
Église Saint-Joseph de Pontivy
Église Saint-Joseph de Pontivy
Église Saint-Joseph de Pontivy
Église Saint-Joseph de Pontivy
Église Saint-Joseph de Pontivy
Église Saint-Joseph de Pontivy
Église Saint-Joseph de Pontivy
Église Saint-Joseph de Pontivy
Église Saint-Joseph de Pontivy
Église Saint-Joseph de Pontivy
Crédit photo : Llann Wé² - Sous licence Creative Commons

Timeline

Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1900
2000
1858
Visita di Napoleone III
1863-1867
Costruzione della chiesa
5 décembre 1985
Classificazione parziale
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Facciate e tetti (caso BD 96): iscrizione per decreto del 5 dicembre 1985

Dati chiave

Napoléon III - Imperatore dei francesi Sponsor indiretto tramite sussidi imperiali.
Marcellin Varcollier - Architetto Designer della Chiesa, protetto da Bacciochi.
Princesse Bacciochi - Zia di Napoleone III Consigliato Varcollier per il progetto.
Viollet-le-Duc - Ispettore generale Membro del comitato consultivo.

Origine e storia

La chiesa di San Giuseppe a Pontivy, situata in Rue Nationale nel nord di Morbihan, fu eretta tra il 1863 e il 1867 grazie al finanziamento imperiale. Questo progetto nasce dopo la visita di Napoleone III a Pontivy (poi Napoleonville) nel 1858, che desidera onorare la memoria del suo grande zio con un risultato monumentale. La città, ribattezzata in omaggio all'imperatore, divenne teatro di una costruzione ambiziosa ma controversa.

Il progetto dell'edificio fu affidato a Marcellin Varcollier, giovane architetto parigino protetto dalla principessa Bacciochi, zia di Napoleone III che risiedeva nei pressi di Colpo. Fatto salvo i pareri contrastanti del Comitato degli Ispettori Generali (tra cui Labrouste, Viollet-le-Duc e Vaudoyer) e i vincoli di bilancio, il progetto iniziò nel 1863. La concessione imperiale fu esausta nel 1867, lasciando la chiesa incompiuta, senza la sua freccia di pietra prevista. Lo stile neogotico adottato è ispirato ai modelli del XIII secolo dell'Île-de-France, integrando materiali locali come il granito Pontivy.

L'edificio, isolato nel centro di una piazza, simboleggia un desiderio urbanista imperiale di segnare definitivamente la città. Le sue facciate e i suoi tetti, protetti dal 1985 come monumenti storici, testimoniano la tarda architettura religiosa, mescolando la tradizione locale e le influenze parigine. La chiesa, una proprietà comunitaria, rimane un raro esempio di un progetto imperiale non-taboti, riflettendo le tensioni tra ambizioni nazionali e realtà locali.

Il campanile, caratteristico dell'edificio, utilizza un granito di granaio in grande apparato, impreziosito da colonne monolitiche del bagnoolite locale. Nonostante il suo stato incompiuto, l'interno offre un notevole trattamento spaziale per il tempo. La chiesa, eccezionalmente aperta al culto, conserva un luogo speciale nel patrimonio morbiano, tra patrimonio napoleonico e identità bretone.

Collegamenti esterni