Origine e storia
La chiesa di Saint-Julien de Valliguières, costruita tra il 1845 e il 1849, sostituisce un precedente edificio del 1619, considerato troppo piccolo e umido dalla popolazione. Il progetto originale, modificato dall'architetto locale Begue l'Aîné, adotta un piano in croce latina preservando gli edifici vicini. Il progetto, condotto sotto il mandato del sindaco Augustin Riqueau e Curé Cyprien Hubac, fa parte di un periodo di transizione architettonica (1815-1835), dove il neo-gotico, ancora poco teorizzato, si mescola con libero eclettismo. La facciata sottile, dominata da un campanile, contrasta con un piano interno compatto, dettato dalla strettezza del terreno.
L'ornamento interno, effettuato a lungo dopo la costruzione, si sviluppa tra il 1898 e il 1902 sotto la direzione di curé Henri Couget. Il pittore Nîmes Joseph Beaufort, formato in Belle Arti, distribuisce un programma iconografico simmetrico e didattico, in parte copiando opere di Nicolas Poussin (come La Cène o La Remise des clés à Saint Pierre). Le cappelle laterali, dedicate alla Vergine e a San Giuseppe, illustrano scene bibliche a specchio, mentre il coro unisce l'Adorazione dei Pastori e la Crocifissione, circondati dai quattro evangelisti. Le vetrate, installate intorno al 1889 da Frédéric Martin (vetriera di Avignone), completano questo set.
La chiesa, classificata come monumento storico nel 2007, testimonia anche la devozione locale: San Julien de Brioude, un soldato romano martirizzato nel 304, è il patrono, mentre una cappella di San Pietro, eretta fuori dal villaggio, ospita processioni dal voto del 1640 contro la peste. Lo stemma delle Valliguières (una croce a forma di diamante di oro, argento e Gules) adornano il pulpito, richiamando l'ancora comune. I donatori, spesso rappresentati nelle vetrate, influenzano a volte la scelta di soggetti, come i papi Eugenio e Leon, che appaiono nella navata per ragioni oscure.
Architettonicamente, l'edificio incarna un primo neogotico, prima dei precetti di Viollet-le-Duc, segnato dalla libertà decorativa. Il terreno rialzato, deciso nel 1844 dalla deliberazione comunale, ha incontrato imperativi pratici (umidità), mentre l'interno, anche se posteriore, era armoniosamente integrato nel progetto originale. La Piccola Vergine di Legno d'Oro e il busto di San Giulietta, forse ereditato dalla vecchia chiesa, sono accanto a dipinti offerti nel XIX secolo, riflettendo la pietà comunitaria attiva.
Joseph Beaufort, anche se meno famoso del suo contemporaneo Melchior Doze, lascia un'impronta duratura nella diocesi di Nîmes, firmando decorazioni a Bezouce, Alès o Bellegarde. Il suo lavoro in Valliguières, caratterizzato da copie più che creazioni originali, fa parte di una tradizione tardo-accademica. Le vetrate di Frédéric Martin, presenti in diverse chiese regionali (Nîmes, Goudargues), rafforzano i legami artistici tra le parrocchie del periodo, illustrando al contempo il patronato locale e le reti di artigiani del vetro di Occitanie.
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