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Chiesa di San Martino di Juillac-le-Coq en Charente

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Eglise romane et gothique
Charente

Chiesa di San Martino di Juillac-le-Coq

    Le Bourg
    16130 Juillac-le-Coq
Église Saint-Martin de Juillac-le-Coq
Église Saint-Martin de Juillac-le-Coq
Église Saint-Martin de Juillac-le-Coq
Église Saint-Martin de Juillac-le-Coq
Église Saint-Martin de Juillac-le-Coq
Église Saint-Martin de Juillac-le-Coq
Église Saint-Martin de Juillac-le-Coq
Église Saint-Martin de Juillac-le-Coq
Église Saint-Martin de Juillac-le-Coq
Église Saint-Martin de Juillac-le-Coq
Crédit photo : Jack ma - Sous licence Creative Commons

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1200
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
XIe-XIIe siècles
Fondazione iniziale
1568-1575
Distruzione parziale
1595-1714
Restauro di successo
1740
Aggiungere sacrestia
1844-1878
Restauro di Peronnaud
5 décembre 1991
Monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Croce della chiesa e del cimitero (calvario) (cad. E 474; non catastralizzata; dominio pubblico): registrazione per ordine del 5 dicembre 1991

Dati chiave

Peronnaud - Architetto Diretto i restauri del XIX secolo.

Origine e storia

La chiesa Saint-Martin de Juillac-le-Coq, situata nel dipartimento di Charente, trova le sue origini nei secoli XI e XII, come testimoniano i primi documenti storici. Apparteneva poi alla diocesi dei Santi ed era legata alla vicaria perpetua del capitolo della cattedrale di Angoulême, diventando una residenza episcopale. La sua storia fu segnata da distruzioni tra il 1568 e il 1575, probabilmente legate alle guerre della Religione, che richiedevano importanti restauri dalla fine del XVI secolo.

I lavori di riabilitazione hanno avuto luogo nel corso di diversi secoli, con interventi notevoli nel 1595, 1597, 1655, 1679 e 1714, nonché un'aggiunta di una sacrestia nel 1740. Nel XIX secolo, l'architetto Peronnaud realizzò importanti campagne di restauro tra il 1844 e il 1878, tra cui la posa di uno stand (1873), l'apertura di venti vetrate, e la ricostruzione della facciata e delle volte in mattoni del lato inferiore. L'edificio, caratterizzato da un comodino pianeggiante, un campanile quadrato a due piani ornato da colonne, e un coro elevato (forse un vecchio ripostiglio), è stato iscritto nei Monumenti Storici nel 1991.

L'architettura della chiesa riflette i suoi molteplici periodi di costruzione: la navata sotto apparente struttura, comunicando con i lati inferiori da sei archi in full hangar, contrasta con le cappelle del XVI secolo, a volte su croci dogmatiche e formando un transetto che incornicia la piazza del campanile. Quest'ultimo, con una cupola barlunga sui tronchi, illustra le influenze stilistiche successive. Una porta fortificata, vestigia dell'ex capannone, precede l'ingresso occidentale dell'edificio, richiamando il suo passato legato all'autorità ecclesiastica.

La protezione della chiesa nel 1991 comprende anche un cimitero, che evidenzia il suo ruolo centrale nella vita parrocchiale e comunitaria. Di proprietà del comune, l'edificio conserva tracce della sua storia turbolenta, dalla distruzione del Rinascimento ai moderni restauri, compreso il suo status di potenziale rifugio, tipico delle chiese medievali durante i periodi di tumulto.

Collegamenti esterni