Primo ingresso scritto 1144 (≈ 1144)
Sotto il nome *Sanctus Martinus de Laster*.
XIe–XIIe siècles
Costruzione di un campanile ottagonale
Costruzione di un campanile ottagonale XIe–XIIe siècles (≈ 1250)
Originariamente attribuito al IX secolo.
XIVe siècle
Fissare il toponimo corrente
Fissare il toponimo corrente XIVe siècle (≈ 1450)
Evoluzione da *Sanctus Martinus subtus Moissido*.
1948
Registrazione per monumenti storici
Registrazione per monumenti storici 1948 (≈ 1948)
Protezione del campanile e dell'edificio romanico.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Chiesa: registrazione con decreto del 6 dicembre 1948
Dati chiave
Saint Martin - Vescovo di Tours (VIII secolo)
Patrono della chiesa e del villaggio.
Origine e storia
Saint-Martin de Saint-Martin-l'Astier è un monumento romanico risalente al Medioevo. La torre ottagonale, originariamente attribuita al IX secolo, è ora datata al XI-XII secolo. L'edificio è stato elencato come monumenti storici dal 1948, evidenziando la sua importanza patrimonio nella zona.
Il villaggio di Saint-Martin-l'Astier, attraversato dalla strada dipartimentale 3, è menzionato per la prima volta nel 1144 con il nome di Sanctus Martinus de Laster. Poi dipendeva dall'abbazia di Saint-Astier, un'influenza riflessa nel suo toponimo. Il nome si evolve nel corso dei secoli, fissandosi alla sua forma attuale nel XIV secolo.
Situata sulla riva destra dell'Isola, la chiesa fa parte di un paesaggio segnato dalla Double Forest e dalle valli alluvionali. Questa terra, ricca di biodiversità, ospita specie protette come la cistudine d'Europa o il miglio d'Europa. Il monumento, una proprietà comunale, rimane una testimonianza architettonica degli scambi religiosi e culturali medievali a Périgord.
La città, ora rurale e scarsamente popolata (142 abitanti nel 2023), conserva tracce del suo passato agricolo e forestale. La chiesa, con il suo caratteristico campanile, domina un territorio segnato dalle inondazioni storiche di Isle e Grolet, fiumi che hanno plasmato la sua storia e l'economia locale.
Il sito è anche collegato al grande sentiero 646, che attraversa il comune, collegando i paesaggi del Doppio con le valli circostanti. Questo contesto geografico e storico lo rende un luogo emblematico del patrimonio religioso e naturale della Dordogna.
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